Tagli a reddito e quota 100  

Pubblicato da in data 18 Dicembre 2018

Tagli a reddito e quota 100

(Afp)

Pubblicato il: 19/12/2018 21:28

Tagli a reddito di cittadinanza e quota 100, ma il deficit per il 2019 resterà al 2,04%. Nessun colpo di scena, quindi, contenuto nelle tabelle della lettera che l’Italia ha inviato a Bruxelles con le modifiche da introdurre nella manovra, dove il numero annunciato nei giorni scorsi dal governo scompare, sostituito da una stima al 2%. Fonti dell’esecutivo precisano infatti che nella missiva inviata all’Ue il rapporto deficit/Pil è indicato con una sola cifra decimale come è nella prassi dei documenti ufficiali, ma non ci sono revisioni rispetto all’accordo con la Commissione europea e rispetto al saldo 2.04. Il 2% indicato, quindi, è solo un arrotondamento.

Per quanto riguarda invece la stima dell’impatto che avranno le misure introdotte, le risorse da destinare alla riforma delle pensioni, con l’introduzione di quota 100, vengono tagliate di 2,7 miliardi. Quelle destinate al reddito di cittadinanza subiranno una decurtazione di 1,9 miliardi. Dalle tabelle emerge inoltre che la rivalutazione delle pensioni legata all’inflazione subirà un ”raffreddamento” che alleggerirà le tasche dei pensionati di 2,2 miliardi nei prossimi tre anni. In particolare il prossimo anno il risparmio per l’erario ammonta a 253 milioni, a cui si aggiungono 745 nel 2020 e 1,23 miliardi nel 2021. Le pensioni saranno rivalutate al 100% per gli importi fino a 1.521 euro mensili. Per gli assegni superiori è previsto il ”raffreddamento”: quelli fino a 2.535 euro saranno rivalutati del 90% e quelli superiori del 75%.

Nel 2020 l’Iva aumenterà di 23,1 miliardi che l’anno successivo diventeranno 28,7 miliardi. E’ l’effetto del ritorno ‘integrale’ delle clausole di salvaguardia. Nella missiva è presente anche la stima sul prodotto interno lordo dell’Italia, che il prossimo anno crescerà dell’1%, nel 2020 dell’1,1% e nel 2021 dell’1%.

Secondo il governo, inoltre, l’introduzione della web tax consentirà di incassare 150 milioni il prossimo anno, a cui si aggiungono 600 milioni nel 2020 e altri 200 milioni nel 2021. Dal taglio delle pensioni d’oro è previsto un mini gettito: 76 milioni il prossimo anno, 80 milioni nel 2020 e 83 milioni nel 2021. Il totale è pari a 236 milioni nel triennio. Il contributo sulle pensioni d’oro sarà del 15% per i redditi tra 100.000 e 130.000 euro e andrà a salire fino ad arrivare al 40% per quelli superiori a 500.000 euro. Le fasce sono complessivamente cinque e, oltre alla minima e la massima, è previsto un prelievo: del 25% per i redditi tra 130.001 e 200.000 euro; del 30% per i redditi tra 200.001 e 350.000 euro; del 35% per i redditi tra 350.001 e 500.000 euro.

La dismissione degli immobili consentirà invece allo Stato di incassare 950 milioni il prossimo anno, più altri 150 milioni l’anno nel biennio 2020-2021. L’aumento delle tasse sui giochi farà incassare all’erario 450 milioni l’anno.

E ancora stop agevolazioni e crediti imposta: azzeramento del credito d’imposta per i beni strumentali nuovi; abrogazione del credito d’imposta Irap; stop alle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali, sono infatti alcune delle modifiche che saranno inserite dal governo nella legge di bilancio e che dovrebbero consentire di risparmiare quasi mezzo miliardo nel prossimo anno. In particolare l’azzeramento del credito d’imposta per i beni strumentali farà risparmiare 204 milioni; altri 118 milioni arrivano dalla cancellazione delle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali e dall’abrogazione del credito d’imposta Irap arriveranno altri 113 milioni per un totale di 435 milioni. Stop alle assunzioni nella PA a tempo indeterminato fino a novembre: gli enti pubblici non economici, le università, i ministeri (compresa la presidenza del Consiglio) non potranno effettuare assunzioni a tempo indeterminato fino a novembre del 2019. Il risparmio stimato ammonta a 100 milioni di euro. La ”riprogrammazione” del fondo delle Ferrovie dello Stato, del fondo sviluppo e coesione, del fondo Cofinanziamento nazionale consentirà di recuperare 2,25 miliardi nel 2019. In particolare 800 milioni arrivano da Fsc, 600 milioni da Fs e 850 milioni da Fcn. Con le modifiche che il governo inserirà nella manovra sarà possibile ‘racimolare’ 10,25 miliardi nel prossimo anno; altri 12,2 miliardi nel 2020 e 16 miliardi nel 2021.


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