Toti: “Berlusconi non si candidi”  

Pubblicato da in data 18 Dicembre 2018

Toti: Berlusconi non si candidi

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Pubblicato il: 19/12/2018 15:09

”E’ una sua scelta, ma onestamente io consiglierei a Berlusconi di non candidarsi alle europee. Il presidente in passato ha fatto tante battaglie, con grande successo e onore, ma credo che oggi Fi non sia nelle condizioni ottimali per questa corsa”. Il consiglio al Cavaliere arriva da Giovanni Toti, governatore della Liguria che in una intervista all’Adnrkonos ha parlato del leader di Forza Italia, ma anche del futuro del centrodestra, di manovra e del ministro Danilo Toninelli.

Per Toti l’idea lanciata da Silvio Berlusconi di andare a caccia di grillini scontenti per dar vita a un nuovo governo di centrodestra, con l’apporto di ‘responsabili’ pescati soprattutto tra i Cinquestelle, è da bocciare: “L’operazione scoiattolo? Gli scoiattoli – spiega ancora all’Adnkronos – li lascerei al campo della zoologia, ai documentari sulla natura e non al Parlamento…”.

Toti torna poi a lanciare un j’accuse nei confronti del partito e dei suoi vertici: ”Forza Italia ha snobbato con qualche sciatteria l’esigenza di rinnovamento, di democrazia interna, di meritocrazia e di cambiamento dei propri quadri. La ‘base’ è andata via. L’opposizione che facciamo in Parlamento, talvolta quasi indistinguibile da quella del Pd, non è la risposta che i nostri elettori cercano”.

“Fi – avverte – si deve aprire, si deve aprire alla democrazia, deve trovare una sua posizione chiara in Europa, deve trovare un equilibrio. Così non si può andare avanti. D’altra parte -sottolinea- la matematica parla chiaro: avevano 9 milioni di voti, oggi viaggiamo intorno ai 4 milioni, eravamo il primo partito del centrodestra, ora spesso le liste dei governatori e dei sindaci sopravanzano i voti di Fi, come quella mia e di Bucci a Genova”.

“Nel complesso Fi resta una forza politica moderata del 18% ma chi oggi è andato a fare una esperienza civica non tornerà in una Fi che non si è rinnovata”.

E sulla possibilità di creare una nuova maggioranza di centrodestra con il soccorso dei parlamentari delusi in caso di crisi del governo Conte, ammette: “Non so se è possibile” ma ”io lo riterrei molto inutile, forse addirittura dannoso. Ritengo che sia il centrodestra che il centrosinistra debbano compiere un percorso di maturazione per tornare la governo. L’opinione pubblica non vedrebbe di buon occhio l’ennesimo tentativo di trasformismo parlamentare dopo un governo come quello gialloverde fatto con la colla. Oggi vedere un ulteriore ribaltone – avverte il governatore ligure – con un pezzo di partito che si spacca e una serie di novelli responsabili, non è esattamente quello che la gente vuole”.

Il governatore del resto si augura “che ci sia una seconda gamba del centrodestra. Spero che l’appello della Meloni pian piano si costruisca“, ma – spiega parlando della casa comune dei sovranisti-conservatori lanciata da Meloni per dare vita a un nuovo soggetto politico alleato del Carroccio salviniano – Fratelli d’Italia non può ridursi a ‘doppione’ della Lega e deve cambiare il ”messaggio culturale” improntato a un ”nazionalismo esasperato”.

“Credo – spiega ancora Toti all’Adnkronos – che la posizione di oggi di Fdi sia molto simile a quella di Salvini, mentre penso che il partito della Meloni debba essere un pezzo di uno schieramento molto più ampio, che però sappia cucire e rappresentare nuove culture oggi non rappresentate nemmeno dagli ultimi ingressi nuovi. Va rappresentata la cultura cattolica, liberale e riformista e anche a quella socialista. Se Giorgia saprà fare questo, ovviamente sciogliendo Fdi in un nuovo contenitore più ampio facendo spazio a tante esperienze amministrative come quella in Liguria, di Musumeci in Sicilia e di altri sindaci molto bravi, taluni provenienti anche dal mondo della sinistra e dell’ex renzismo, lo spazio c’è” per un’alternativa a Lega, sinistra e M5S.

“Bisogna, però – avverte – che cambi culturalmente il messaggio che parte dalle fila di Fdi. Questo nazionalismo esasperato, il ritorno allo statalismo, una certa visione dello Stato etico che indirizza il cittadino alla leva obbligatoria, sono molto lontani dalla mia visione politica”. Quale nome immagina per il nuovo contenitore politico? “Come insegna l’esperienza europea, ci devono essere i nomi dei Conservatori e repubblicani”, taglia corto Toti.

Mi sembra – mette poi in guardia il governatore – che ci sia un sovraffollamento di sovranisti e un’assenza di normalità, cioè l’assenza di un partito conservatore che dovrebbe esserci anche in Italia”, come fu Fi nel ’94 . “Salvini occupa la destra dello schieramento molto bene, restano, però, totalmente senza risposte le richieste di crescita e modernizzazione, sburocratizzazione del Paese, insomma quelle richieste che sono da sempre del mondo produttivo del Paese”.

Anche con il Carroccio al 30% secondo gli ultimi sondaggi, spiega ancora il governatore, ”c’è sicuramente spazio per un’altra formazione di centrodestra. Innanzitutto, bisogna vedere quanto il 30% sia dovuto a un reale voto degli italiani e quanto, invece, all’astensione per l’assenza appunto di un’altra forza politica. Oggi la Lega di Salvini rappresenta ottimamente le aspettative sovraniste di destra, di una destra popolare e populista se vogliamo, che per me non è un brutto termine. Quindi, c’è bisogno certamente di una seconda gamba del centrodestra”.

L’alleanza Lega-M5S non fa perdere voti a Salvini? “Mi pare che i sondaggi dimostrino l’esatto opposto”, taglia corto Toti. ”Salvini -aggiunge all’Adnkronos – ha sicuramente un problema, di cui forse non si rende conto per l’ebbrezza del successo che sta vivendo, si tratta dello iato, della distanza tra il blocco sociale della Lega e le proposte che questo governo sta portando avanti”. “Mi riferisco per esempio – spiega -, al maxi ammortamento che gli industriali gradivano moltissimo e serviva allo sviluppo del Paese o alla timidezza sulla difesa delle grandi opere”.

“La mia convinzione profonda – aggiunge – è che metà del successo, e forse più di metà, dei grillini e, in parte anche di Salvini, derivi dalle colpe di Fi e di Renzi, ovvero dall’incapacità dei partiti con vocazione di governo di dare ascolto e risposte alle esigenze del Paese”.

Per quanto riguarda invece il lavoro del governo, Toti boccia la legge di bilancio gialloverde: “Questa manovra non va bene, ma non perché lo dice l’Europa che mi sembrano i Soloni di un tempio che non c’è più… Questa manovra non va bene, perché è sbagliata in quanto investe poco e spende troppo”.

Sulle infrastrutture, Toti bacchetta Toninelli: “Ormai – dice ancora all’Adnkronos – sta diventando teatro di maniera quello tra me e lui, a cui riconosco persino la buona fede e di essere una persona per bene. Ma un ministro delle Infrastrutture che blocca le infrastrutture, è come Dracula all’Avis… E’ un ossimoro politico, una cosa che non si può sentire”.

Sulla ricostruzione del Viadotto del Polcevera, Toti aggiunge: “Non c’è ancora il nome del nuovo Ponte, né ne ho uno io. Quello distrutto si chiamava Ponte Morandi dal nome del progettista, questo si dovrebbe chiamare Ponte Piano, da lui è stato donato, ma temo che possa essere equivocato. Sembra un ponte che non sia né in salita né in discesa… Sarà un ponte donato da Renzo Piano, non credo che se lo voglia intestare, lui si vuole intestare un disegno per la città che ama”. In ogni caso, “posso dire che sarà un bellissimo ponte, che sarà costruito da alcuni campioni industriali italiani”, assicura Toti.


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