Piatti stellati home made, parte col botto la scommessa di Fratelli Desideri 

Pubblicato da in data 20 Dicembre 2018

Chef stellati a casa? E' boom per i food box Desideri

Lo chef Marc Lanteri

Pubblicato il: 21/12/2018 11:35

Sentirsi chef per una sera, conquistando i palati degli amici con ricette elaborate da portare in tavola in pochi minuti. Il progetto imprenditoriale di Tommaso Desideri, dopo due anni di gestazione e un lavoro certosino con l’aiuto di chef stellati Michelin su ingredienti e piccoli produttori, è partito un mese fa con il lancio del portale fratellidesideri.com: qui, si possono acquistare box dotati di tutti gli ingredienti – sferificati e crio-essicati come il cibo degli astronauti – per preparare cene stellate e piatti iconici di alcuni grandi cuochi della cucina italiana contemporanea, da Christian Milone ad Andrea Larossa. In meno di un mese i ‘meal kit’ acquistati sono stati oltre un migliaio: “Ci aspettavamo di venderne cento il primo mese, abbiamo avuto subito un successo inatteso, senza ancora alcuna campagna di comunicazione”, spiega all’Adnkronos Desideri, 43 anni, fondatore e socio al 60% della società, con un passato prima in Deloitte e poi nel mondo delle startup. La sua prima creatura, Arobase, società di marketing e comunicazione, è stata comprata da una multinazionale americana.

Per Fratelli Desideri, che presto debutterà anche sugli scaffali di alcuni negozi (“privilegeremo gastronomie di qualità e la grande distribuzione premium”), l’investimento iniziale è stato di circa 600mila euro tra i fondi dei soci – gli altri noti sono il venture capital Pranaventures e la Blufin, holding della famiglia Isoardi, fondatrice di Alpitour – e gli incentivi per le startup innovative. L’obiettivo, dopo il lancio in Italia della prima linea di dodici ricette, è internazionalizzare molto presto, sulla scia della gastromania che ha contagiato il mondo e forti della riconosciuta eccellenza della cucina Made in Italy. Nel 2019, Fratelli Desideri sbarcherà in Germania, Francia, Austria, mettendo piede gradualmente in Asia con l’avvio di una distribuzione in Giappone a partire dal prossimo aprile. Il break-even sarà raggiunto già nel 2019, il giro d’affari stimato sarà di 8-10 milioni di euro tra tre anni.

“La nostra è una previsione sostenibile, non vogliamo un consumo di massa, ma restare su qualche centinaia di migliaia di consumatori target in un certo numero di Paesi”. Il segmento è super Premium, ma con prezzi accessibili a tutti: ad esempio, un box di spaghetti alla ‘Bottarga e Bolle d’oro’ di Marc Lanteri per quattro persone costa circa 35 euro. L’analisi del mercato e del business è stata articolata: “Il segmento del food è in costante crescita ma il consumo di cibo è sempre più esperienziale. Fino a dodici anni fa, lo chef non era così considerato. Oggi è una sorta di aristocratico e a casa si vorrebbe emulare quello che si vede in televisione”. L’idea di Fratelli Desideri è andare incontro agli utenti sfruttando il ‘fattore tempo’ perché è difficile trovare ore e ore da dedicare alla ricerca di ingredienti ricercati, spesso a chilometro zero: quindi Robiole di Roccaverano, nocciole piemontesi e perle di wasabi arrivano spedite in 24-48 ore direttamente a casa con box di alta gamma che permettono di vedere sul proprio smartphone una video-ricetta raccontata personalmente dal suo chef.

Tradizione e tecnologia vanno a braccetto: i processi di preparazione degli alimenti, tutti freschi, privi di conservanti e additivi, prevedono la stessa lavorazione (sferificazione e crioessicazione) utilizzata dalle agenzie aerospaziali per portare in orbita il cibo. “Questo è il nostro vero salto di qualità: ci serviamo di un’azienda specializzata in questa attività. Cucinare così diventa facile perché basta assemblare gli ingredienti e il risultato è un risotto uguale a quello del ristorante”. La prossima sfida, oltre alle ricette estive, che saranno sei, sono i box con i cocktail per gli aperitivi e le tapas, “preparati dai migliori bartender europei”. Chi va sul sito, oggi può scegliere tra i piatti di Milone, Larossa, Lanteri e Francesco Oberto, chef di ristoranti piemontesi, ma la lista è destinata ad allargarsi.


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