Riforma dirigenti e mobilità più facile, ok Cdm a ddl delega su Pa  

Pubblicato da in data 20 Dicembre 2018

Riforma dirigenti e mobilità più facile, ok Cdm a ddl delega su Pa

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Pubblicato il: 21/12/2018 21:07

Novità per gli statali. Il Consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura, lo schema del disegno di legge “Deleghe al Governo per il miglioramento della Pubblica Amministrazione” proposto dal ministro per la Pa Giulia Bongiorno, che contiene, tra i provvedimenti più attesi, la riforma della dirigenza. Il ddl si compone di 8 articoli “accomunati dall’obiettivo di individuare soluzioni concrete per garantire l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento dell’organizzazione amministrativa e l’incremento della qualità dei servizi erogati dalle stesse” secondo quanto si legge nel testo in possesso dell’Adnkronos.

DIRIGENTI – Nel testo si legge che c’è la possibilità di rinnovare gli incarichi dei dirigenti “per una sola volta se presenti determinati requisiti” e spunta anche l’ipotesi di responsabilità disciplinare e dirigenziale per “l’omessa verifica dell’effettiva presenza in servizio del personale assegnato, la scarsa produttività, ecc”, ovvero rispetto all’assenteismo e ai furbetti del cartellino.

Tra le varie misure per il riordino della disciplina della dirigenza si prevede inoltre, che i concorsi pubblici per l’accesso alla dirigenza dovranno essere svolti “esclusivamente da parte della SNA”, la Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Il ddl si propone inoltre di “incentivare la qualità della prestazione lavorativa dei dirigenti anche al fine di incrementarne la produttività e di migliorare l’immagine e l’efficienza della pubblica amministrazione”. Un obiettivo da perseguire secondo principi e criteri direttivi che prevedono innanzitutto l’accesso alla qualifica di dirigente, assicurando differenziazione e valorizzazione della competenza e delle valutazioni conseguite.

Lo svolgimento, da parte della SNA, di concorsi per titoli ed esami viene riservato al personale dipendente che abbia conseguito le valutazioni migliori nell’ultimo triennio. Inoltre, “lo svolgimento, da parte della SNA, per una quota dei posti non superiore al cinquanta per cento di quelli che si rendono disponibili nell’arco di un triennio a seguito di cessazione dal servizio e differenziata in base alle dimensioni di ciascuna amministrazione, di concorsi per titoli ed esami riservate ai dirigenti di seconda fascia, anche non appartenenti ai ruoli delle amministrazioni interessate”. Il ddl delega prevede anche “conferimento, conferma e revoca degli incarichi dirigenziali ridefinendo i criteri di rotazione, di parità di genere e di valorizzazione del merito”.

E ancora, l’individuazione di requisiti per incarichi di livello dirigenziale generale ai dirigenti di II fascia; possibilità di rinnovare incarichi per una sola volta se presenti determinati requisiti; prevedere l’aumento delle quote percentuali di dotazione organica, nel limite massimo del 30 per cento. Per quanto riguarda la disciplina del rapporto di lavoro e del trattamento retributivo la riforma intende “confermare il principio di separazione tra vertice politico e amministrativo, circoscrivendo i rispettivi ambiti decisionali per quanto concerne l’attività amministrativa e la gestione delle risorse”. In materia di responsabilità disciplinare e dirigenziale le norme prevedono l’elaborazione di “un codice di condotta – di coordinamento della normativa in materia – recante la chiara e dettagliata indicazione delle ipotesi di responsabilità disciplinare, dell’entità e della natura della sanzione irrogabile. Inoltre si prevede di aggiornare la “disciplina delle modalità di accertamento della responsabilità dirigenziale”.

NUOVI CONCORSI – Lo schema di disegno di legge prevede anche di ridefinire le modalità di accesso al pubblico impiego, compreso quello della dirigenza, anche mediante la riduzione dei tempi e dei costi delle procedure concorsuali. Tra i princìpi e criteri direttivi, si legge nel testo in possesso dell’Adnkronos, si prevedono “prove differenziate (teoriche e pratiche) in relazione alle professionalità da reclutare”, l’estensione alle Province, Città metropolitane, Comuni, Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, nonché agli enti dagli stessi controllati, l’obbligo di reclutare dirigenti e figure professionali omogenee. Inoltre si prevedono “incentivi, anche in termini di incremento delle facoltà assunzionali e, in coerenza con i piani dei fabbisogni, in favore delle Regioni e delle altre pubbliche amministrazioni, che decidano di procedere al reclutamento dei dirigenti e delle figure professionali omogenee”.

E ancora si prevede lo svolgimento, nella fase del reclutamento e in occasione delle progressioni di carriera, di verifiche psico-attitudinali nonché quelle finalizzate all’accertamento anche del possesso di adeguate capacità relazionali, ivi compresa l’attitudine al lavoro di gruppo. Particolare non da poco anche quello di “prevedere l’uso degli strumenti informatici anche ai fini dello svolgimento delle procedure selettive” per tutte le procedure concorsuali, e “l’individuazione dei componenti delle commissioni esaminatrici esclusivamente tra i soggetti iscritti nell’Albo nazionale dei componenti delle commissioni esaminatrici di concorso, da istituire presso il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che lo gestisce e lo aggiorna;. Infine “rafforzare lo spirito di servizio dei dipendenti pubblici nello svolgimento delle relative funzioni”.

PIU’ TRASPARENZA NELLA VALUTAZIONE – Il ddl prevede strumenti per assicurare il miglioramento dei sistemi di misurazione e valutazione della performance organizzativa delle pubbliche amministrazioni e della qualità dei servizi erogati ai cittadini e di migliorare il riconoscimento e la valorizzazione del merito dei dipendenti pubblici rispetto al contributo prestato “assicurando la riduzione degli oneri amministrativi, l’oggettività e la trasparenza dei procedimenti di valutazione, il coinvolgimento dell’utenza e di soggetti esterni alle pubbliche amministrazioni”. Lo schema di ddl prevede, nel rispetto del principio dell’adeguato accesso dall’esterno, lo svolgimento di concorsi per titoli ed esami riservati al personale dipendente con le valutazioni migliori nell’ultimo triennio.

MOBILITA’ VOLONTARIA PIU’ SEMPLICE – Tra gli obiettivi del ddl c’è anche quello di semplificare e omogeneizzare le procedure di mobilità volontaria, come ad esempio l’eliminazione del nulla osta da parte dell’amministrazione di appartenenza e di assicurare la pubblicità e la trasparenza delle procedure, prevedendo l’obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione e di quello del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Le nuove norme prevedono poi, a parità di merito, l’attribuzione di un titolo di preferenza a favore dei soggetti beneficiari delle agevolazioni previste in materia di tutela dei lavoratori con disabilità, nonché ai dipendenti con figli di età inferiore ai tre anni. Inoltre, la Delega in materia di contrattazione collettiva del pubblico impiego prevede di ridefinire gli ambiti di applicazione della legge, della contrattazione collettiva e di quella individuale, nel rapporto di lavoro del personale e di valorizzare il principio in base al quale i dipendenti pubblici sono al servizio esclusivo della Nazione.

Nelle materie disciplinabili dalla contrattazione collettiva, si prevede di “specificare le ipotesi di derogabilità delle disposizioni di legge da parte della contrattazione collettiva ferma l’inderogabilità delle disposizioni di legge da parte della contrattazione individuale; stabilire criteri e limiti per la determinazione dei vincoli finanziari alla contrattazione collettiva, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, ridefinendo gli ambiti di intervento della contrattazione collettiva integrativa”. E ancora le disposizioni dovranno definire, in armonia con i principi dell’Unione europea, “l’entità e le modalità di quantificazione del risarcimento del danno a favore del lavoratore in caso di violazione di disposizioni imperative in materia di assunzione o impiego di lavoratori mediante contratti flessibili o lavoro autonomo”. Infine la disciplina dei procedimenti disciplinari verrà razionalizzata anche attraverso l’individuazione di procedimenti semplificati per gli illeciti di minore gravità.


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