Ecotassa, Berta: “Provvedimento estemporaneo” 

Pubblicato da in data 23 Dicembre 2018

Ecotassa, Berta: Provvedimento estemporaneo

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Pubblicato il: 24/12/2018 17:48

Sono “provvedimenti troppo estemporanei” quelli contenuti in manovra che riguardano le auto, tra ecotasse ed ecobonus, che “nascono dall’urgenza di fare qualcosa su un versante che viene considerato significativo. Poi, però, questo confligge” con la realtà, tanto che “si è scatenata nella metà di questo mese la polemica proprio perché Fiat ha ritenuto che un intervento del genere potesse mettere a repentaglio il proprio programma di investimenti”. Lo afferma all’AdnKronos Giuseppe Berta, docente dell’Università Bocconi di Milano e memoria storica del Lingotto, in relazione alla manovra licenziata dal Senato sabato notte. In particolare, è stata alzata la soglia rispetto a cui scatterà il nuovo balzello: le vetture utilitarie non verranno tassate, cosa che avverrà invece per le auto di grossa cilindrata che inquinano di più. Restano gli incentivi per chi comprerà auto elettriche o ibride, che hanno un minor impatto ambientale.

Berta ricorda che “c’è stata una immediata ma confusa marcia indietro del governo che, secondo me, non può pensare di affrontare la questione limitandosi al problema degli incentivi o dei disincentivi”. Quello che si vuole è “una strategia di transizione verso l’elettrico e questo manca. Allora, se noi continuiamo a pensare a provvedimenti estemporanei che ‘mettiamo su’ in pochi giorni e poi ci viene fatto rilevare che non vanno bene. Quindi via di retromarce e aggiustamenti, va a finire che sono sempre provvedimenti raffazzonati. Quella fiscale è una tra le varie e non la principale leva che può essere utilizzata per questa transizione tecnologica che si vuole promuovere a partire dal 2020 in poi”.

Quanto all’allarme lanciato dalle case produttrici su un calo delle vendite, Berta sottolinea: “questo è sicuro, anche perché le previsioni del mercato dell’auto nell’anno 2019 sono tutte con segno meno. Quest’anno abbiamo limitato i danni, ma è probabile che i 94 milioni di vetture l’anno non si venderanno più, perché la spinta è tutta in un altro senso: è quella di far circolare le auto di più e venderne di meno cioè far circolare la stessa massa di macchine e produrremo per combattere l’inquinamento”. Ma, al di là di tute queste considerazioni, resta “un provvedimento improvvisato che, anche se ritoccato, non arriva certo all’optimum”, conclude Berta.

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