Manovra, Tria: “Spesa ridotta ma investimenti restano”  

Pubblicato da in data 26 Dicembre 2018

”Tra le misure che riducono gli oneri a carico dell’imprese”, aggiunge il ministro, c’è il taglio del costo del lavoro, attraverso i premi Inail ”che in media si riducono del 32%. Complessivamente i costi degli imprenditori si riducono di ”410 milioni nel 2019”.

L’aumento dello spread? Per Tria “è salito perché rimaneva un’incertezza di fondo sull’intenzione del governo”. Il problema ”non è il deficit – spiega -, non ho mai trovato grandi problemi sul deficit, ma su dove andiamo a finire con lo scontro con la Commissione europea. Si doveva evitare per chiarire che Italexit non esisteva”.

Per quanto riguarda le clausole di salvaguardia “è chiaro che sono un grande problema ma noi lo abbiamo ereditato”. Il governo tuttavia “lavorerà fin da gennaio per fare quello che abbiamo fatto quest’anno: abbiamo eliminato 12,5 miliardi di clausole di salvaguardia”. “Certamente sono state aumentate ma chiaramente abbiamo eredito una situazione del passato”, sottolinea il ministro. “Non è che adesso cadiamo dalle nuvole, bisogna fare un grosso lavoro e partire subito”.

”Per il dissesto investimenti sono previste risorse per 10,5 miliardi nel prossimo triennio. Nel 2019, data l’eccezionalità e l’urgenza, è stata chiesta la flessibilità di bilancio, che permetterà di non considerare all’interno dei vincoli di finanza pubblica circa 3,7 miliardi”, continua Tria, che ha poi sottolineato come l’Italia sia riuscita a ”evitare l’avvio, che sarebbe stato disastroso, della procedura di infrazione per debito eccessivo, che sarebbe stata decisa in dicembre”. ”Il sentiero stretto – ha aggiunto – non ha portato a niente perché il debito sta là e il problema è evitare la procedura d’infrazione sul debito gravissima, che deriva da quello che avete lasciato a maggio”.

Sul tema del giorno, quello che riguarda la tassazione del volontariato, ”ci sono molti fenomeni di distorsione della concorrenza. Bisogna distinguere chi va sostenuto e chi no”, spiega Tria, ricordando che la misure introdotta nel ddl bilancio, che riduce le agevolazioni per gli enti non commerciali, riguarda la tassazione di utili.

Nelle parole di Tria anche “il problema del Mezzogiorno“, la capacità cioè “di operare. E non è solo colpa del Mezzogiorno ma riguarda la capacità effettiva di operare con gli strumenti che già ci sono per favorire gli interventi nel mezzogiorno”.

“Sul sud – sottolinea – ci sono una serie di cose, ad esempio il provvedimento che riguarda le assunzioni nel Mezzogiorno che sono rimaste, e in particolare come si attueranno in primo luogo le azioni sugli investimenti che dovranno essere orientate verso il mezzogiorno. Anche lì c’è la questione della capacità della pubblica amministrazione centrale e anche locale di agire in questa direzione”.

“Ci sono altri provvedimenti per il mezzogiorno – ribadisce – che riguardano le assunzioni di giovani a tempo indeterminato che sono state confermate. Non ripeto soltanto l’idea che il reddito di cittadinanza interesserà molto il mezzogiorno ma gran parte delle azioni dovranno riguardare anche il Sud”.

PROTESTE IN AULA – ”Mi avete massacrato per un’ora”. Nel corso dell’audizione, il ministro dell’Economia sbotta così in commissione Bilancio. In seguito all’affermazione di Tria sono partite le proteste da diversi componenti della commissione. ”La situazione non è semplice. Non ce l’avete lasciata semplice”, ribadisce quindi il ministro, che rivolgendosi alle opposizioni aggiunge: ”Ci avete accusato di troppo deficit. Adesso lo abbiamo abbassato e non va bene”. ”Potete fare tutte le critiche che volete ma la questione del famoso sentiero stretto è chiaro che c’è anche adesso”. Per Tria, il precedente governo è riuscito a non entrare in procedura d’infrazione perché la Commissione europea ha avuto ”un occhio benevolo. La commissione ha avuto un occhio benevolo anche con noi”. ”Ma è chiaro che la situazione non è facile. Bisognerà fare un grosso lavoro e bisogna partire subito. Non cadiamo dalle nuvole”, dice, replicando al suo predecessore Pier Carlo Padoan.

APPLAUSI PD SUI VACCINI – Il tema dei vaccini entra con una battuta nel corso dell’audizione. Il titolare del dicastero di via XX settembre all’inizio dell’audizione spiega di essere leggermente indisposto dopo aver fatto il vaccino antinfluenzale. Dai deputati del Pd parte un applauso, rivolto non solo al ministro ma anche al Movimento 5 stelle, contro cui si è scontrato diverse volte sul tema dei vaccini. Dal capogruppo in commissione, Luigi Marattin, arriva anche un messaggio via Twitter: “Speriamo che Tria dica di aver fatto il vaccino antinfluenzale a quei retrogradi medioevali che ancora contestano la validità dei vaccini…”.


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