Natività Caravaggio ‘superlatitante’, continua la caccia  

Pubblicato da in data 27 Dicembre 2018

Si tratta, spiega all’AdnKronos il tenente colonnello Nicola Candido, comandante del Reparto operativo carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, di “vere e proprie priorità”. Tra i ‘latitanti’ del nostro settore cerchiamo, in particolare, la Natività del Caravaggio, un’opera che fu asportata circa 50 anni fa dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo”. E’ un caso “oggetto di svariate indagini. Tra l’altro – evidenzia Candido – c’è anche un fascicolo aperto presso la Procura della Repubblica con cui siamo stati delegati nelle indagini. Recentemente anche la Commissione Parlamentare Antimafia ha lavorato sul furto della ‘Natività’ ascoltando alcuni collaboratori. Si cerca in qualche modo di ricostruire tutto lo scenario relativo a questo furto e si è cercato di ascoltare nuovamente le versioni fornite dai collaboratori di giustizia. Si sta cercando, insomma, di riavviare le attività d’indagine”.

Tra le altre opere da recuperare c’è “il Sarcofago degli Sposi che fu scavato illecitamente da una tomba a Cerveteri tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90. Questo è l’obiettivo principale per quanto riguarda il ramo dell’archeologia”, afferma Candido che aggiunge: “Stiamo cercando di capire se l’opera abbia varcato i confini nazionali. Questa è una delle ipotesi più plausibili e molto vicina alla realtà anche alla luce del fatto che il mercato più interessato all’acquisizione di reperti archeologici è quello straniero”.

I carabinieri sono anche al lavoro sul caso del ‘Bambino dell’Aracoeli’ che fu rubato a Roma nel 1994. “Ci sono in corso delle attività di ricerca per recuperarlo. Sicuramente in questa situazione particolare conta molto l’aspetto devozionale: non sempre il valore economico di un’opera è straordinario. Ci sono dei furti, come appunto quello del Bambinello, in cui è molto rilevante il significato simbolico. E’ una statua che ha un grande valore per la comunità romana pur non avendo un valore artistico ed economico eccezionale”. Un’altra opera alla quale i militari dell’Arma danno la caccia è “il ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt, rubato il 22 febbraio del 1997 a Piacenza dalla Galleria Ricci”.

Novità anche per quanto riguarda i rientri di opere d’arte dall’estero e in particolare dagli Stati Uniti. Presto, infatti, dovrebbe chiudersi il contenzioso aperto con il Getty Museum di Los Angeles per l’Atleta Vittorioso, il bronzo del IV secolo avanti Cristo attribuito a Lisippo e ripescato al largo di Fano nel 1964. L’opera è ora esposta nel museo californiano che non vuole riconsegnarla all’Italia. Poche settimane fa, però, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei legali del museo statunitense contro la decisione presa nel giugno scorso dal giudice per le indagini preliminari di Pesaro, Giacomo Gasparini, di confiscare il bronzo.

“La contesa – racconta Candido – si basa sul fatto che il museo statunitense ritiene che il pezzo sia stato recuperato in acque internazionali e non italiane e sia transitato dalla Svizzera e non dall’Italia. Noi sosteniamo, invece, che il pezzo sia italiano e che deve rientrare nel nostro Paese. Qualche settimana fa, la Cassazione si è pronunciata e ha dato ragione all’Italia. Gli statunitensi, infatti, hanno cercato di ‘resistere’ in giudizio anche in Italia ma piazza Cavour ha dato loro torto. Si tratta – afferma Candido – di un pezzo di grande importanza per il Getty. Il museo ha restituito una cinquantina di opere di provenienza italiana, ma ha sempre tenuto fuori dal memorandum per il contrasto al traffico illegale di reperti, stipulato tra l’Italia e gli Stati Uniti nel 2001, l’Atleta di Fano. Ora, però, bisognerà avviare la rogatoria prevista. Non è una cosa semplice ma il caso è stato incanalato verso una soluzione favorevole per l’Italia”.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background