Rai, scoppia il caso Mazzola  

Pubblicato da in data 27 Dicembre 2018

Rai, scoppia il caso Mazzola

(Fotogramma)

Pubblicato il: 28/12/2018 10:33

La nomina di Claudia Mazzola, prima donna a capo dell’Ufficio Stampa Rai, diventa un caso. Risorsa interna da anni dell’azienda di Viale Mazzini, caposervizio dal 1° ottobre, Mazzola è stata indicata dall’ad Fabrizio Salini per ricoprire il ruolo di responsabile Media Office in Rai a partire, secondo quanto apprende l’Adnkronos, dal 7 gennaio prossimo. Un balzo di carriera che non è passato inosservato. Secondo il segretario della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi, infatti, la nomina di Mazzola è “un insulto ai dipendenti e dirigenti in attesa di promozione per meriti professionali e non per lottizzazione politica”. Tanto che il deputato dem ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto all’Anac e uno alla Corte dei Conti “in relazione ai tanti direttori lasciati senza incarico mentre una giornalista caposervizio viene catapultata a capo di una direzione”.

LA NOMINA – Giornalista dell’azienda di viale Mazzini, dove ha iniziato a lavorare nel 2002 (prima a Rainews, poi a Rai Parlamento ed infine al Tg1), Claudia Mazzola è stata nominata a capo dell’Ufficio Stampa Rai nell’ambito della Direzione Comunicazione Relazioni Esterne, Istituzionali e Internazionali che fa capo a Giovanni Parapini. Un ruolo che, stando alla rigorosa lettura della circolare aziendale sulle nomine dei caporedattori, non prevede il job posting, una sorta di selezione interna per le promozioni prevista solo in caso di nomine di caporedattori di ‘line’ (nomine di soggetti inseriti in una struttura gerarchica definita, ndr). Con l’intento di valorizzare le risorse interne della Rai e di integrare la parte di ufficio stampa tradizionale con la parte web, Claudia Mazzola, spiegano in Viale Mazzini, è stata scelta anche per i suoi ottimi rapporti con le testate nazionali e internazionali, oltre che per le sue conoscenze linguistiche, considerato che parla inglese, tedesco e spagnolo. E già a settembre è stata individuata come risorsa utile dalla Direzione Comunicazione dove è entrata dopo aver lasciato il Tg1 e dove le è stato affidato il coordinamento del Think Tank Rai, il pensatoio della direzione Comunicazione che in questi anni ha lavorato sui temi del servizio pubblico, dell’immigrazione, del lavoro, che ha organizzato la giornata dei giornalisti sotto sorta e che sta studiando nuove iniziative sulla coesione sociale e sulla disabilità.

LA PROTESTA – La nomina di Mazzola è finita ben presto nel mirino del deputato del Pd nonché segretario della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi. “La Rai – scrive l’esponente dem su Facebook – conferma la nomina di Claudia Mazzola, peraltro subito promossa a caposervizio un mese dopo l’arrivo dei vertici targati M5s-Lega“. “Grazie al dg nominato dal Movimento 5 stelle – spiega Anzaldi – la candidata di Rousseau di Casaleggio da redattore ordinario ha fatto 3 scatti in 3 mesi: caposervizio, vice caporedattore, caporedattore ora a capo dell’ufficio stampa”. “Con stipendio da direttore? Triplo salto senza precedenti, neanche ai tempi della Rai di Berlusconi”, attacca Anzaldi, secondo cui la nomina di Mazzola è un “insulto ai dipendenti e dirigenti in attesa di promozione per meriti professionali e non per lottizzazione politica”. Poi l’annuncio dell’esposto: “Presento un esposto all’Anac e uno alla Corte dei Conti, in relazione ai tanti direttori lasciati senza incarico mentre una giornalista caposervizio viene catapultata a capo di una direzione. Ecco la meritocrazia secondo Grillo e Di Maio”, conclude il deputato dem.

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