“Sei di colore”, niente stretta di mano in chiesa per il ragazzino  

Pubblicato da in data 27 Dicembre 2018

Sei di colore, niente stretta di mano in chiesa per il ragazzino

Il post di zia Maria Luisa su Facebook

Pubblicato il: 28/12/2018 19:24

“Scambiatevi un segno di pace…”. Ma per Francesco, figlio di una coppia mista con papà italiano e mamma keniota, nessuna stretta di mano dal vicino perché “io a quelli di colore la mano la do per ultimo”. O, come in questo caso, per niente. A denunciare il 26 dicembre scorso l’episodio di discriminazione accaduto in una chiesa di Erba, in provincia di Como, che vede protagonista il ragazzino e un fedele seduto accanto a lui alla messa di Natale, è zia Maria Luisa, indignata a tal punto da dedicare al triste episodio un post su Facebook nel quale chiede messaggi di solidarietà ai lettori da recapitare al nipote, scosso per la vicenda.

Racconta Maria Luisa: “Durante la messa di Natale, mio nipote Francesco figlio di un italiano e di una keniota, si è visto rifiutare il segno della pace da un uomo vicino di banco con l’aggravante di questa frase: “Io a quelli di colore la mano la do per ultimo”….per poi in realtà non averla data per niente…neanche come ultimo. Vi lascio solo immaginare – scrive – come si è sentito…”.

Un episodio orribile per un ragazzino, dal quale parte la dura invettiva della zia: “Certa gente – sottolinea nel post – è meglio che in CHIESA non ci vada per niente, sarebbero più coerenti con le loro idee! Questi sono anche quelli stessi che fanno lotte assurde per i crocefissi nelle classi, per i presepi, per la tradizione esasperata… quale tradizione devono difendere – si chiede – se poi feriscono in questo modo un bambino? Se avete voglia – conclude – lasciatemi un commento che gli farò leggere per fargli sentire che non tutti gli adulti sono razzisti”.

Richiesta ovviamente accolta dai commentatori, che a centinaia hanno voluto lasciare un pensiero per Francesco. Messaggi arrivati – e continuano ad arrivare – da tutta Italia come ad esempio quello di Landa, che scrive dalla Sardegna: “Caro Francesco, mi spiace che tu abbia incontrato un uomo così piccolo e frustrato, e mi spiace che ti abbia fatto star male. Purtroppo – si legge – nel nostro splendido paese ci sono anche di questi figuri, ci consoli il fatto che non sono la maggioranza, sono solo una becera minoranza, si notano solo perché fan più rumore. Ti mando un abbraccio fraterno dalla Sardegna”.

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