Sanità: da contratto a fake news e aggressioni, 2018 anno nero medici Ssn  

Pubblicato da in data 28 Dicembre 2018

“Con un po’ di ottimismo possiamo farcela – rimarca Anelli – e dal ministro Grillo, che è anche medico e conosce tutte queste difficoltà, ci aspettiamo tanto. Ad oggi – sostiene – ci sembra ancora ingessata nelle logiche del Governo. Se andranno avanti con il regionalismo differenziato metteranno a rischio la tenuta del Ssn, i medici torneranno in piazza e questa volta al loro fianco ci saranno i cittadini che non avranno più servizi”.

“Più che anno nero dobbiamo parlare di ‘annus horribilis’ – osserva Carlo Palermo, segretario nazionale dell’Anaao-Assomed, uno dei principali sindacati della dirigenza medica – il contratto fermo da 10 anni è uno dei nodi più importanti da risolvere. Ma qui ci stiamo giocando la sostenibilità del Ssn: mancano già 10 mila medici e spesso gli ospedali sono in difficoltà per coprire i turni. E nei prossimi anni – ammonisce – sarà anche peggio per i pensionamenti e la scelta di molti colleghi di andare nel privato. Nella legge di Bilancio non c’è nulla mentre l’unica soluzione è sbloccare le assunzioni altrimenti il sistema crolla”, avverte.

I sindacati dei medici chiedono “la cancellazione dell’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità, per facilitare il turnover del personale aprendo una grande stagione di assunzioni nel Ssn in grado di fare fronte nei prossimi 5 anni al pensionamento del 40% dei medici, veterinari e dirigenti sanitari” e la “previsione di un finanziamento adeguato per i contratti di formazione post lauream specialistici, portandoli a 9.500 per anno e svuotando in questo modo il limbo formativo in cui sono ingabbiati 10.000 giovani medici che non riescono ad accedere ad un percorso formativo”.

Il giudizio del segretario dell’Anaao sul ministro della Salute Giulia Grillo, subentrata alla Lorenzin a metà 2018, è ancora in bianco e nero. “Alla Grillo possiamo dare una sufficienza ma solo per la buona volontà. Ad oggi mancano ancora le risposte alle nostre richieste”, conclude Palermo.


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