Nasa, a Capodanno rendez vous di New Horizon con Ultima Thule  

Pubblicato da in data 30 Dicembre 2018

Ultima Thule è uno fra i corpi celesti più distanti mai osservati dagli scienziati e risiede in una misteriosa regione dell’Universo, scura e gelida, conosciuta come la fascia di Kuiper. Dunque, proprio nel giorno di Capodanno, sarà la prima volta che la Nasa potrà brindare al nuovo anno e contemporaneamente alla prima ‘zoomata’ su un corpo celeste ai confini del sistema solare.

Il flyby, il punto più vicino di sorvolo che New Horizon potrà effettuare su Ultima Thule, il cui ‘vero’ nome è 2014 MU69, è previsto per domani 1 gennaio alle 06,33 ora italiana, per la Nasa le 12,15 Eastern Time. L’evento, che sarà trasmesso in diretta da Nasa Tv, sarà scandito dalle note di un inno registrato dal leggendario chitarrista dei Queen Brian May, un musicista, ricorda spacedaily.com, con tanto di laurea specialistica in astrofisica.

L’evento sarà gestito dalla base operativa di New Horizons alla Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (APL) a Laurel, nel Maryland. Poco dopo la mezzanotte, la musica inizierà a suonare per accompagnare la simulazione video dell’incontro ravvicinato fra Ultima Thule e New Horizon, mentre gli esperti della missione Nasa saranno riuniti per descrivere ogni più piccolo dettaglio dello storico rendez vous.

La ‘zoomata’ che la sonda Nasa si appresta a fare sarà un nuovo goal per la missione. Andata in orbita il 19 gennaio 2006, New Horizon ha infatti sorvolato Plutone il 14 luglio 2015 svelando molti misteri del pianeta nano e inviandone a Terra immagini spettacolari. Ora, con questo nuovo straordinario rendez vous di Capodanno, la Nasa si aspetta di scattare foto incredibilmente ravvicinate anche di Ultima Thule.

Il piccolo asteroide, con un diametro di circa 30-50 chilometri, è stato scoperto nel 2014 con il telescopio spaziale Hubble. Piccolo, freddo, poco illuminato perchè distante dal Sole miliardi di chilometri, Ultima Thule è un atseroide incontaminato e potrebbe rivelarsi composto da due differenti ‘rocce spaziali’. Insomma sta crescendo l’attesa degli scienziati della Nasa per questo appuntamento di inizio d’anno dal quale si aspettano di potere svelare nuovi misteri sulle condizioni che hanno consentito al nostro sistema solare di formarsi circa 4,6 miliardi e mezzo di anni fa.


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