Pasquali (Leonardo), Prisma e Cosmo SkyMed le nostre sfide 2019  

Pubblicato da in data 31 Dicembre 2018

Gli utilizzi di strumenti di questo tipo, “in grado di analizzare la composizione chimico-fisica dell’area sotto osservazione” sono ad ampio spettro. E “vanno dalmonitoraggio dell’inquinamento atmosferico o marittimo, all’agricoltura e alla verifica dello stato di salute di suoli e piantagioni, fino all’individuazione delle aree boschive più aride e quindi a rischio incendio”. Ma non solo. Applicazioni sono previste anche “nel monitoraggio dei beni culturali” spiega il top manager di Leonardo e amministratore delegato di Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%).

Prisma, inoltre, “verrà lanciata con un razzo Vega e il segmento di terra per controllo in orbita del satellite ed elaborazione dei dati è realizzato da Telespazio. Si tratta, quindi, di un altro punto segnato dall’Italia dello spazio, di cui essere molto fieri”, scandisce Pasquali. Il top manager sottolinea però che il 2019 sarà un anno fondamentale anche “per la tecnologia radar di osservazione del nostro pianeta” perchè, anticipa, “sarà lanciato il primo satellite di seconda generazione di COSMO-SkyMed, un sistema satellitare che tutto il mondo ci invidia” e che “garantirà un incredibile salto generazionale in termini di tecnologia, prestazioni e vita operativa”.

Il Coordinatore delle attività spaziali di Leonardo sottolinea infatti come la nuova generazione della costellazione “sarà in grado di migliorare ulteriormente le capacità del nostro Paese in settori fondamentali come il monitoraggio del territorio e la gestione sostenibile delle sue risorse, la sicurezza e la gestione di eventi naturali ed emergenze, la lotta agli effetti del cambiamento climatico”. Non meno rilevante, nel 2019 “ci sarà anche l’anno del lancio di CHEOPS, il telescopio, realizzato da Leonardo, che cercherà pianeti attorno ad altre stelle”.

E se l’anno appena iniziato si presenta davvero sfidante, anche il bilancio delle attività spaziali del 2018 è in positivo per Leonardo. “Le nostre tecnologie -ricorda Pasquali- hanno permesso alle sonde della Nasa Insight e Osiris-REX di raggiungere le loro destinazioni, il pianeta Marte e l’asteroide Bennu, e la missione ESA BepiColombo è partita verso Mercurio con il suo prezioso carico di strumenti scientifici, tra cui Siombio-SYS, realizzato da Leonardo”.

Soddisfazioni, commenta ancora Luigi Pasquali, lo scorso anno sono state registrate dal Gruppo Leonardo “anche nel campo dell’osservazione della Terra, con il contributo fornito ai programmi europei Copernicus, che si è arricchito ad aprile 2018 di una nuova ‘sentinella’ del pianeta, e ADM-Aeolus, lanciata ad agosto per misurare i venti e migliorare previsioni meteo e conoscenza dei cambiamenti climatici grazie a un nostro LASER, il più potente al mondo per applicazioni spaziali”.

Il 2018 ha visto poi il forte impegno di e-GEOS, società fra Asi e Telespazio, “per una piena valorizzazione di COSMO-SkyMed, con la fornitura -riferisce il manager- di servizi satellitari a supporto di numerose emergenze e del monitoraggio ambientale”. E “importanti” sono stati “i successi commerciali su questo fronte, dagli Stati Uniti all’Indonesia al Giappone”.

Pasquali argomenta che, insomma, “il Gruppo Leonardo ha dimostrato di essere un protagonista nella space economy mondiale, stringendo importanti partnership internazionali” e “investendo in progetti come BlackSky e NorthStar che hanno segnato l’ingresso nel mercato dei minisatelliti e della sorveglianza spaziale”. E’, spiega, “la cosiddetta ‘space situational awareness’, mirata a proteggere gli asset satellitari e i servizi da questi forniti dai diversi fattori di rischio presenti in orbita, come i detriti spaziali”. Si tratta, indica infine il Coordinatore delle attività spaziali di Leonardo, di “business innovativi sia dal punto di vista della manifattura satellitare sia da quello dei servizi spaziali, che vedono rispettivamente in Thales Alenia Space e Telespazio dei leader mondiali”.


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