Da Jovanotti a Baglioni, quando a Sanremo è di scena la politica  

Pubblicato da in data 9 Gennaio 2019

Da Jovanotti a Baglioni, quando a Sanremo è di scena la politica

(Foto Ipa/Fotogramma)

Pubblicato il: 10/01/2019 18:08

di Ilaria Floris

Il conduttore del festival di Sanremo Claudio Baglioni contesta il governo sui migranti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini risponde con un tweet piccato, il direttore di Raiuno Teresa De Santis minaccia ‘l’epurazione’. L’apocalisse? No, è solo l’ultimo degli innumerevoli episodi in cui il festival dei Fiori si trasforma in palcoscenico politico, dimostrando di essere, da sempre, uno specchio che riflette gli umori del paese sui temi sociali più scottanti. Il più grande evento nazional popolare italiano è tale anche perché non può, neanche volendo, lasciar fuori dal palco ciò che accade nei palazzi e per le strade. Il pubblico si divide, partecipa, contesta, applaude, portando a Sanremo un autentico spaccato del paese.

Come successe, per citare uno degli episodi più ‘recenti’, nel 2013, l’anno in cui Maurizio Crozza inaugurò la 63ma edizione del Festival con l’imitazione di Berlusconi. Pochi minuti, giusto il tempo di una parodia ‘cantata’, e dal pubblico partì una violenta contestazione, tale da costringere il conduttore Fabio Fazio ad intervenire per chiedere ai contestatori di calmarsi. Lo stesso Crozza, navigato uomo di palco, fu colto di sorpresa dalla reazione della platea, tanto da andare in difficoltà ed essere costretto a delle pause per riprendere il filo della performance.

Così due anni prima, quando Roberto Benigni entrò sul palco dell’Ariston a cavallo ironizzando su Berlusconi, dopo aver pronunciato la celebre battuta “avevo dei dubbi se entrare a cavallo perché in questo momento ai cavalieri non gli va tanto bene…”. E fu solo una delle numerosissime volte in cui la presenza del comico toscano a Sanremo creò tensioni e malumori tra pubblico, platea e organizzatori. Basti ricordare che nel 2002, il giornalista Giuliano Ferrara organizzò una campagna di boicottaggio in vista della partecipazione del comico e regista toscano alla serata finale del festival di Sanremo. ”Vogliamo colpire Benigni a Sanremo. Saremo tra il pubblico, muniti di uova e ortaggi, e glieli tireremo addosso”, scrisse in un editoriale de ‘Il Foglio’ il giornalista, che temeva ripercussioni politiche dall’intervento di Benigni.

Che i temi caldi della scena sociale del paese entrino a gamba tesa sul suo palco il festival lo ha dimostrato più volte. Dal tema del disagio sociale (chi non ricorda ‘Cavallo Pazzo’, che nel 1992 fece irruzione sul palco?) a quello delle diversità (tre anni fa andò in scena il ‘Sanremo Arcobaleno”, in cui quasi tutti gli artisti indossarono una coccarda colorata come gesto di solidarietà nei confronti del ddl Cirinnà, al centro di un infuocato dibattito), fino a quello del lavoro. L’edizione 2014 si aprì con un colpo di scena: due lavoratori disoccupati del consorzio del bacino di Napoli e di Caserta minacciarono di buttarsi dalla balaustra del teatro di fronte ad un attonito Fabio Fazio, che gestì con sangue freddo l’inaspettato episodio. Persino la questione ‘marò’ approdò sul palco più celebre d’Italia: le mogli dei soldati Girone e Latorre si presentarono alla conferenza stampa della 64ma edizione per denunciare la situazione dei due fucilieri di marina italiani arrestati dalla polizia indiana, ma rifiutarono di partecipare alla serata perché non “in vena di festa”.

Non solo i comici, ma spesso anche gli artisti ospiti hanno lanciato da Sanremo spunti di sensibilizzazione rimasti nella storia della kermesse. Come nel febbraio del 2000, quando il 34enne Jovanotti, ospite della seconda serata del festival, si esibì in un rap dal titolo ‘Cancella il debito’, che invocava la cancellazione del debito estero dei paesi del ‘sud del mondo’. Qualche giorno dopo, a riprova della forza trainante (anche) del palco dell’Ariston, il cantautore romano fu ricevuto dall’allora premier Massimo D’Alema insieme al frontman degli U2 Bono Vox, per discutere delle problematiche cui inneggiava il brano.

Consci della potenza del palco sanremese, i politici stessi hanno spessissimo fatto capolino tra il pubblico, ‘parlando’ con la semplice presenza (non ultimo Matteo Salvini che, lo scorso anno, sbucò a sorpresa tra il pubblico della platea dell’Ariston insieme all’allora compagna Elisa Isoardi), o improvvisando ‘comizi’ estemporanei. Lo fece Grillo nel 2014, con un ‘fuori programma’ durante la pausa pubblicitaria della prima puntata del Festival al bar dell’Ariston, in cui il leader del Movimento 5 Stelle parlò di vari temi, dal porcellum alle energie rinnovabili, da Renzi ai compensi Rai. Insomma, come dire: ‘sono solo canzonette’, ma fino a un certo punto.


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