Battisti catturato in Bolivia  

Pubblicato da in data 12 Gennaio 2019

Cesare Battisti catturato in Bolivia La fuga poi l'arresto, cosa rischia

Immagine di repertorio (Afp)

Pubblicato il: 13/01/2019 06:40

Finisce la fuga per Cesare Battisti . L’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) è stato catturato a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia. Condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi, Battisti si era reso irreperibile dopo l’ordine di arresto emesso da Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano e il decreto di estradizione firmato dal presidente uscente Michel Temer.

LE REAZIONI – A confermare la notizia dell’arresto, il consigliere speciale del presidente della Repubblica Jair Bolsonaro, Filipe Martins: “Il terrorista italiano Cesare Battisti è stato catturato stanotte in Bolivia” scrive Martins su Twitter, aggiungendo che “probabilmente” Battisti “verrà mandato in Italia”. Soddisfatto anche l’ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini : “Battisti è stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo” commenta su Twitter.

Si dice “molto contento dell’arresto” Adriano Sabbadin, il figlio di Lino Sabbadin, il macellaio trucidato di Pac il 16 febbraio 1979. “Speriamo che sia la volta buona che sconti la sua pena, solo questo – dice all’Adnkronos -. Battisti è una persona squallida che l’ha sempre fatta franca, e merita di scontare in Italia la pena giusta per quello che ha fatto”. Gli fa eco Lorenzo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze, Lando, assassinato da un commando delle Brigate Rosse il 10 febbraio 1986: “Attendiamo che sia in Italia e facciamogli scontare fino all’ultimo giorno in galera” commenta a caldo all’Adnkronos. “Comunque attendiamo – aggiunge prudente Conti -, ancora non tiro un sospiro di sollievo. Finché non lo vedo in galera non ci credo che sconterà davvero la sua pena”.

Twitta sulla cattura dell’ex terrorista anche il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair: “Il Brasile non è più terra di banditi” scrive, rivolgendosi poi a Matteo Salvini: “Il ‘piccolo regalo’ è in arrivo“.

LA VICENDA – Ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo, Battisti è stato condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del ’78, e quello dell’agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, il terrorista sparò materialmente. Nell’uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, il 16 febbraio del ’79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell’uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del ’79, venne condannato come co-ideatore e co-organizzatore. In quest’ultimo caso, poi, all’omicidio si aggiunse un’ulteriore tragedia: nel corso della colluttazione, il figlio del gioielliere Adriano fu colpito da una pallottola sfuggita al padre prima che questi cadesse e da allora, paraplegico, è sulla sedia a rotelle.

Dopo essere evaso da un carcere italiano, Battisti si è rifugiato in Francia, Messico e poi in Brasile dove nel 2007 venne catturato dalla polizia brasiliana e dagli agenti venuti da Parigi. Due anni più tardi il Tribunale Supremo Federale (Stf) autorizzò la sua estradizione in Italia ma la decisione venne bloccata dall’allora presidente brasiliano Lula. Battisti restò in carcere a Brasilia fino al giugno 2011, quando venne scarcerato ottenendo il permesso di residenza permanente. Il presidente brasiliano uscente Michel Temer aveva manifestato l’anno scorso l’intenzione di estradare Battisti in Italia. E anche il nuovo presidente Jair Bolsonaro ha promesso la sua estradizione. Pur riconoscendo di aver fatto parte dei Pac, Battisti si è sempre detto innocente.


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