5% bimbi iperattivo, da Tor Vergata sensori alleati diagnosi  

Scritto da il 17 gennaio 2019

5% bimbi iperattivo, da Tor Vergata sensori alleati diagnosi

Pubblicato il: 18/01/2019 13:14

Dalla ricerca dell‘Università di Roma Tor Vergata un sistema innovativo di sensori ‘alleati’ dei medici alle prese con sospetti casi di iperattività e deficit di attenzione. “A livello mondiale il 5% dei bambini in età scolare soffre di iperattività o disturbi del controllo motorio. Il problema è che ancora oggi per arrivare a una diagnosi e stabilire il grado del problema si utilizzano questionari compilati da genitori e insegnanti e test motori (camminare sui talloni, prono-supinazione delle mani, eccetera) che possono impegnare il bambino o la bambina anche per ore. Bisogna poi tener conto del fatto che i bambini magari arrivano stanchi al controllo e sono poco collaborativi. Questo può falsare i risultati”, spiega all’AdnKronos Salute Giovanni Saggio, del Dipartimento di Ingegneria elettronica dell’ateneo di Tor Vergata.

“Sulla base delle risposte nei questionari e sulla valutazione ‘a occhio’ dei test motori, i medici specialistici redigono una diagnosi. Una diagnosi che è soggettiva, perché influenzata dalle risposte di genitori e insegnanti, dalla stanchezza e collaborazione del bimbo e da altri elementi. Ma fare una corretta diagnosi è fondamentale per poter fornire i giusti strumenti per la soluzione del problema. Un’esigenza che ci hanno segnalato i colleghi del Dipartimento di Psichiatria pediatrica”, racconta l’esperto.

Così il gruppo di ricerca guidato da Saggio, che ha unito ingegneri e medici della Psichiatria pediatrica, ha introdotto e sperimentato un sistema di sensori indossabili e di tecniche di intelligenza artificiale, per arrivare a una valutazione oggettiva dell’iperattività e dei disturbi del controllo motorio.

“Grazie a questo nuovo approccio, i tempi dell’esame si riducono drasticamente, passando da qualche ora a poche decine di minuti, e la valutazione è assolutamente oggettiva perché dipende da dati di misura”, spiega Saggio, illustrando lo studio pubblicato sul ‘Journal of Biomechanics‘. “Oltretutto, il bambino o la bambina partecipano volentieri e senza stancarsi ai test motori, dato che la misurazione si trasforma in un gioco in cui i loro movimenti diventano quelli di un avatar su un computer”.

Il gruppo ha sperimentato i sensori su 37 bambini dai 7 ai 10 anni, di cui 17 con diagnosi. “La sperimentazione ci ha mostrato l’efficacia del sistema e ci ha permesso di individuare gli esercizi più utili, riducendo così il tempo necessario alla valutazione – assicura l’esperto – Non solo: questo sistema è utile anche per il monitoraggio dell’efficacia della terapia, che può essere farmacologica o di tipo motorio”.

Grazie ai sensori e all’intelligenza artificiale “i medici possono capire infatti se la terapia va nella giusta direzione, anche confrontando i risultati dei piccoli pazienti con quelli dei coetanei sani”, conclude.


Le opinioni dei lettori
  1. Jealali   On   9 marzo 2019 at 23:39

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