Lojacono, rabbia dei parenti delle vittime: “Venga qui a scontare la pena”  

Scritto da il 17 gennaio 2019

Lojacono, rabbia dei parenti delle vittime: Venga qui a scontare la pena

(Fotogramma)

Pubblicato il: 18/01/2019 19:01

Rabbia dei parenti delle vittime per le dichiarazioni dell’ex Br Alvaro Lojacono che in un’intervista a Ticinoonline/20 minuti si è detto pronto ad accettare di scontare l’ergastolo in Svizzera. “Ho letto l’Adnkronos e sono rimasto senza parole. Lojacono venisse in Italia, se vuole scontare davvero la sua pena. E se no, se ne resti in Svizzera come fa da quarant’anni e ci lasci in pace”, dice all’Adnkronos Sandro Leonardi, figlio di Oreste, il capo della scorta di Aldo Moro trucidato in via Fani il 16 marzo 1978 con Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Domenico Ricci dal commando brigatista di cui faceva parte anche Alvaro Lojacono, poi riparato in Svizzera e diventato cittadino elvetico.

“A Lojacono e a tanti altri, Casimirri in testa, dico che è finita la pacchia”, aggiunge Leonardi, secondo cui l’arresto di Cesare Battisti in Bolivia dimostra che per catturare i terroristi latitanti “basta la volontà”. “E sono 40 anni che lo Stato non ha alcuna volontà. Ce ne fosse uno che sta in galera, nonostante abbiano cinque, sei ergastoli per uno”, dice con la voce piena di dolore. “Forse Lojacono ha ragione, lo Stato ha paura – ragiona Leonardi – perché questo è il problema, tutta questa gente sa verità indicibili… Ma io dico dopo 40 anni che cosa c’è da aver paura?”.

Io sono 40 anni che sto scontando il mio ergastolo – afferma con rabbia il figlio del capo scorta di Moro – A me hanno tolto un padre che avevo 20 anni. Con che diritto? Mio padre era come il padre di questa gente, era nei carabinieri per guadagnarsi la pagnotta, mica per fare l’eroe…”. “Che vorrei dopo 40 anni? Vorrei che finalmente le parole fossero trasformate in fatti – prosegue Leonardi – Di politici in tv con la divisa ne ho le scatole piene… Se davvero sono in grado, tanto di cappello, ma agiscano, la pubblicità non mi interessa. Questi assassini ora li voglio vedere marcire in galera”.

Ciro Iozzino, fratello di Raffaele Iozzino, uno dei cinque agenti della scorta di Aldo Moro uccisi nell’agguato di via Fani, dice all’Adnkronos: “Lojacono? E’ un altro che non ha mai pagato. Io credo che una persona quando commette una strage di quel tipo dovrebbe scontare la pena nella terra dove ha commesso il reato e quindi in Italia, non all’estero, dove ha una residenza di comodo”. “Se c’è un ergastolo da scontare – aggiunge Iozzino – lo sconti nelle carceri italiane come è giusto“.

“Poi il mio pensiero va anche ad Alessio Casimirri, vorrei sapere chi lo ha favorito“, si chiede Iozzino. “Fino ad oggi non è rientrato in Italia e non ha scontato neanche un giorno – sottolinea – Ci preme sapere perché gode di questa protezione in questo paese straniero. Non so se lo Stato ha fatto qualcosa, se ha insistito per chiedere l’estradizione. Per fortuna c’è la giustizia divina, a quella non si può sottrarre nessuno”.


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