Storia del migrante annegato con la pagella in tasca  

Scritto da il 17 gennaio 2019

Storia del migrante annegato con la pagella in tasca

La vignetta di Makkox pubblicata su ‘Il Foglio’

Pubblicato il: 18/01/2019 08:47

E’ annegato nel Mediterraneo a 14 anni, con la pagella scolastica cucita addosso, nella tasca della giacca. Dal Mali voleva arrivare in Europa e ha provato a farlo attraverso un barcone. Per lui, però, non c’è stato il lieto fine. Del giovane non si conosce il nome, si sa solo che è una delle 1.100 persone che persero la vita il 18 aprile 2015 durante il grande naufragio avvenuto nel Mar Mediterraneo. La notizia di quella pagella che il giovane portava cucita nella giacca è diventata virale negli ultimi giorni grazie al racconto di Cristina Cattaneo, medico legale che si è occupata di riconoscere i cadaveri dei migranti senza nome in mare e che ne ha parlato in un’intervista a ‘Il Foglio’ lo scorso 11 gennaio. La storia ha colpito molto il grande pubblico anche grazie alla toccante vignetta che Makkox gli aveva dedicato sulle pagine dello stesso giornale.

Senza nome in mare. @nscevola racconta la storia della crociata di Cristina Cattaneo per identificare i corpi dei migranti nel Mediterraneo. Le speranze di un giovane del Mali con la pagella in tasca, nell’illustrazione di @makkoxhttps://t.co/ll0AVKjnj3pic.twitter.com/3wZAcvfPBx

— Il Foglio (@ilfoglio_it) 17 gennaio 2019

La storia del giovane migrante è una delle tante raccontate da Cattaneo nel suo libro ‘Naufraghi senza volto’ (Raffello Cortina Editore) in cui narra la storia della sua collaborazione con l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le Persone Scomparse e del primo protocollo al mondo per identificare le vittime del mare. Nel libro Cattaneo svela alcuni episodi di questa enorme catastrofe umanitaria, tra cui quella del 14enne che era senza documenti di identità ma che all’interno della giacca aveva cucito la sua pagella scolastica. Scritta in francese, la pagella era stata piegata dal giovane con cura. Forse, ma non lo sapremo mai, era il suo biglietto da visita per l’Europa.


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