Fioroni: “No al ritorno dei Ds bonsai”    

Scritto da il 18 gennaio 2019

Fioroni: No al ritorno dei Ds bonsai

(Fotogramma)

Pubblicato il: 19/01/2019 14:22

La candidatura di Maurizio Martina “rappresenta una piattaforma plurale ed è l’ultima spiaggia per un Pd che vuole rispettare le proprie origini, quelle di un partito che voleva superare la storia di Ds e Margherita per dare vita a un nuovo soggetto di centrosinistra, senza trattino, per favorire la coesione”. Beppe Fioroni ha deciso, “insieme a tanti Popolari in Italia ma anche liberal democratici e riformisti”, di sostenere la mozione Martina al Congresso del Pd.

I motivi l’ex ministro li spiega in un’intervista all’Adnkronos, non a caso nel giorno della ricorrenza dei 100 anni dall’appello di don Luigi Sturzo ai “liberi e ai forti” che, sottolinea, resta di enorme attualità “sia per i Popolari che per tutti i riformisti e i liberali del Pd”. Spiega Fioroni: “Tutti i candidati sono stimabili, ma le tesi di Zingaretti fanno intravedere un soggetto che mette insieme da Boldrini a Leu, a frange di sinistra massimalista con la sinistra riformista e chi ne ha più ne metta. Mi sembra di rispondere più alla logica dell’aggiungi un posto a tavola che all’ambizione di costruire un Partito democratico come l’avevamo pensato”.

L’ex ministro è netto: “Questo è un Congresso fondativo, dobbiamo riaccendere l’attenzione in un progetto ambizioso e dobbiamo evitare che il ritorno al futuro sia un ritorno ai Ds anche in forma bonsai. Sarebbe come rinnegare tutta la strada che abbiamo fatto sciogliendo Ds e Margherita”. Altro tema che ha spinto Fioroni a schierarsi con Martina, quello delle alleanze: “Apprezzo di Martina, ma anche dei suoi sostenitori come Lotti, Rosato e altri, la chiarezza nel perimetro delle alleanze future: noi siamo nettamente alternativi a populisti e sovranisti, a Lega e M5S. L’ambiguità di Zingaretti si cela invece dietro la solita frase, ‘parlo agli elettori del M5S’. Si inizia così e poi si finisce per mettersi seduto con i capi politici. Ma il Pd non può essere la ruota di scorta del M5S”.

L’ex ministro invoca poi un segretario ‘full time’: “Questo segretario che andremo a scegliere ha un incarico assorbente, dovrà guidare il Pd in tutte le competizioni: come è possibile tutto questo con Zingaretti? Che sta lavorando anche bene in Regione, e se come sarà inevitabile dovesse scegliere di lasciare la Regione speriamo di riprenderla…”. Con il governatore del Lazio si sono comunque schierati alcuni cattolici del Pd. “Gli amici che hanno fatto scelte diverse restano amici fraterni con cui abbiamo condiviso e continueremo a condividere un percorso – dice Fioroni – Le loro scelte vanno rispettate perché questo è il bello della democrazia e il bello anche del dibattito interno al Pd”.


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