Salvini: “Se riapri i porti, ritornano i morti”  

Scritto da il 18 gennaio 2019

Salvini: Se riapri i porti, ritornano i morti Tre superstiti del naufragio: Eravamo 120

(AFP)

Pubblicato il: 19/01/2019 16:29

“Il naufragio di queste ore è la dimostrazione che se riapri i porti, che se permetti che tutti vaghino nel mar Mediterraneo imponendo le loro leggi, alla faccia dei leggi dei singoli Paesi, ritornano i morti“. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante una diretta Facebook. “Quindi no, no, no! – prosegue il vicepremier -. Cuori aperti per chi scappa davvero dalla guerra ma porti chiusi, per Ong, trafficanti e tutti gli altri”.

“Sarà una coincidenza che da tre giorni c’è una nave di una Ong, proprietà olandese, equipaggio tedesco, che gira davanti alle coste della Libia? Ed è un caso che in questi giorni gli scafisti tornano a far partire barchini, barconi e gommoni mezzi sgonfi che poi affondano e poi si contano i morti e i feriti?” dice Salvini. “Se lo scafista sa che se mette in mare questi disperati c’è la possibilità che qualcuno possa tornare a fargli guadagnare quattrini – aggiunge il titolare del Viminale – torna a farlo. Più ne partono, più nei muoiono”.

Salvini poi replica a un utente, Michele, che gli dice “sono morte 112 persone in mare, di certo santo lei non è”: “Amico mio – afferma il ministro – perché sono morte queste 112 persone? Perché le ha fatte partire Salvini? Perché le ha illuse Salvini? Perché le ha messe Salvini su un gommone mezzo sgonfio che dopo qualche ora è andato giù? O forse perché qualche scafista, qualche trafficante è in contatto e ha certezze del fatto che i suoi soldi se li guadagna perché poi qualcuno quei poveretti li recupera e li porta in Italia e in Europa?”.

“Caro Michele, quelle 112 persone non sarebbero morte, non dovevano morire, non dovranno più morire, perché nei loro Paesi, con vie regolari, con Onlus e associazioni per bene, con Ong per bene e volontari per bene, si distinguono coloro che scappano dalla guerra, e sono pochi, e coloro che non scappano da nessuna guerra e non hanno diritto a partire e ad arrivare. Caro Michele, prova ad andare tu domani mattina in Australia, in Svizzera, in Canada, negli Stati Uniti, in Germania”.

CONTE – Parlando del naufragio nel Mediterraneo, il premier Giuseppe Conte ha detto: “Come premier non avrò pace fin quando i trafficanti non saranno assicurati alla Corte penale internazionale”. E ancora: “Siamo più convinti di prima a contrastare quei trafficanti che, dopo aver derubato le persone, seviziate e torturate, le avviano su barconi che sono assolutamente implausibili a morte sicura”.

“Come presidente del Consiglio non avrò pace finché questi trafficanti non saranno assicurati alla Corte penale internazionale, perché questi sono crimini contro l’umnanità. Smesso questo mandato mi dedicherò al diritto penale per perseguire i trafficanti alla Corte penale internazionale” ha spiegato il premier.

SEA WATCH – Intanto Sea Watch fa sapere, via Twitter, di avere “appena concluso il soccorso” di 47 persone che si trovavano a bordo di un gommone. La stessa Ong precisa che “ora sono tutti a bordo, al sicuro”.


Le opinioni dei lettori

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà visibile agli altri utenti. I campi obbligatori sono contrassegnati con l'asterisco *


Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background