Brexit: Bruni (Luiss),’Tempi stretti, May può solo ‘limare’ accordo bocciato da Comuni’  

Scritto da il 21 gennaio 2019

Bruni (Luiss): Per la Brexit tempi stretti, May può solo 'limare' accordo

Theresa May

Pubblicato il: 22/01/2019 09:25

“Ad oggi, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea rimane fissata al prossimo 29 marzo. In un lasso di tempo così ristretto, è altamente improbabile che si possa fare molto più che limare il piano bocciato dai Comuni martedì 15. Ancora più improbabile è che l’Ue decida di cambiare la sua posizione sulla questione del confine irlandese”. Lo spiega Domenico Maria Bruni, docente di History of Political Institutions alla Luiss G.Carli di Roma e profondo conoscitore del Regno Unito.

“Questa appare al momento la sola strada che il governo ha per provare a riguadagnare il sostegno di una parte dei 118 dissidenti conservatori che martedì hanno votato contro l’accordo. Inoltre, riaprire la trattativa per ottenere da Bruxelles qualcosa in più comporterà inevitabilmente il fatto di dover cedere qualcosa. Insomma, questa ipotesi implicherebbe per Theresa May una Brexit più soft di quella fin qui da lei perseguita. Visti i numeri ai Comuni, ciò significa andare a cercare il sostegno parlamentare di una parte dei laburisti al costo di una rottura con la destra del proprio partito”, aggiunge Bruni.

Altra ipotesi teoricamente sul tavolo è quella di un secondo referendum. “È il cavallo di battaglia -spiega Bruni- di Libdem, nazionalisti scozzesi e di un buon numero di deputati laburisti. Theresa May si è sempre detta contraria. Così come Jeremy Corbin, almeno fino al voto di mercoledì 16. Qualora, però, il leader laburista dovesse cambiare idea al riguardo, l’ipotesi di un secondo referendum compatterebbe tutti i partiti di opposizione e potrebbe acquistare la forza necessaria ad attrarre qualche conservatore contrario alla Brexit e a pressare con efficacia il governo. Ultima opzione è che la carica ideologica ormai assunta dalla Brexit renda impossibile ridurre in qualche modo le distanze fra le posizioni in campo e che dunque il Regno Unito si avvii verso un’uscita dall’Ue senza alcun accordo con Bruxelles”, conclude.


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