Il patron delle Iene: “Brizzi ci quereli, verrà fuori verità” 

Pubblicato da in data 22 Gennaio 2019

Il patron delle Iene: Brizzi ci quereli, verrà fuori verità

Pubblicato il: 23/01/2019 19:36

“La legge è fatta così, ce lo aspettavamo. D’altra parte, se un giudice dice che sono scaduti i termini questo non significa che le 15 storie che abbiamo raccontato su Brizzi non siano vere, semplicemente nessun giudice le ha valutate”. Lo dice all’Adnkronos Davide Parenti, ideatore e patron de ‘Le Iene’, il programma di ‘Italia 1’ che ha sollevato il caso di molestie per il quale è stato indagato Fausto Brizzi e che oggi è stato archiviato dal gip della procura di Roma.

Portateci in Tribunale – è l’appello di Parenti – perché questa cosa merita di essere chiarita fino in fondo. Io trovo che sia tutto surreale. Se abbiamo detto bugie è giusto che si chiarisca, ma quanta ipocrisia c’è da parte delle persone che domani ci attaccheranno? Ci diranno ‘Iene chiedete scusa’ ma noi non chiediamo scusa, le cose non stanno così”.

“Se Brizzi ci chiamasse in causa noi saremmo pronti a dimostrare la veridicità dei nostri servizi – aggiunge l’autore tv – Le ragazze che ci hanno raccontato le loro storie sono tutte persone che non si conoscono tra loro, che non cercavano pubblicità, che non ci hanno messo la faccia perché non potevano mettercela e che hanno cercato una giustizia non nella legge perché quello che avevano passato non lo avevano detto nemmeno ai loro genitori”.

Noi abbiamo svelato un fenomeno, quello delle molestie nel mondo del cinema, che è mondiale. Non possiamo pensare che non ci sia in Italia. In tutto il mondo c’è, negli Stati Uniti c’è. Non siamo stati noi a fare per primi il nome di Brizzi – spiega Parenti – Sono stati i giornali a tirarlo fuori sulla scia delle nostre inchieste. All’inizio non lo avevamo citato – e forse abbiamo fatto una cosa sbagliata – per tutelare queste ragazze: sono giovani, vengono dalla provincia, non hanno difesa o comunque ne hanno meno di altre. Ancora oggi se qualcuno decidesse di denunciarle noi le aiuteremmo”.

“Tutti hanno fatto click grazie al nostro lavoro ma ora, sono certo, tutti prenderanno le distanze – si amareggia Parenti -. Eppure Dino Giarrusso nelle sue indagini ha raccolto decine di testimonianze e il mondo del cinema da questa inchiesta è uscito cambiato. Non c’è niente di male in una storia d’amore tra un regista e un’attrice, ma questa è un’altra cosa”.


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