Quando Grillo scriveva “accogliamo i migranti”  

Scritto da il 22 gennaio 2019

Quando Grillo scriveva accogliamo i migranti

(Fotogramma /Ipa)

Pubblicato il: 23/01/2019 17:39

“Il futuro non sarà migliore se ci difenderemo alzando steccati o prendendo impronte, ma se saremo capaci di integrazione e di condivisione. Questo il vero progresso, non quello che ci fa diventare sempre più meschini, chiusi o impauriti”. A firmare queste parole è Beppe Grillo, il futuro fondatore dei Cinque Stelle, oggi alleati con la Lega di Salvini, nella prefazione a un volume del 2004 di padre Alex Zanotelli: “I poveri non ci lasceranno dormire”, Monti edizioni, che Famiglia Cristiana ripropone pubblicandone ampie parti (il testo integrale è stato postato sul sito on line del settimanale).

Grillo, nello scritto che accompagna il libro del missionario comboniano, si riferisce al passato del nostro Paese, un popolo di emigrati, e stigmatizza la decisione di prendere le impronte digitali agli extracomunitari, evidenziando che “ci siamo dimenticati che l’Italia è stata per decenni anche un Paese leader nell’esportazione della delinquenza, arrivando perfino a dominare con le famiglie siciliane di Cosa nostra, uno dei mercati più competitivi, quello degli Stati Uniti”. Il testo analizza la trasformazione in senso restrittivo del pensiero grillino sull’emigrazione, citando le prese di posizione sul blog del fondatore e “guru” del Movimento, come quella in cui sostiene che tutti i migranti clandestini devono essere “rispediti da dove venivano”.

Grillo, nella prefazione a Zanotelli invece ricordava lo sfruttamento coloniale dell’Africa da parte di noi europei e concludeva: “Dobbiamo solo ringraziare il cielo che anche i migranti sembrano aver perso, come noi, la memoria della storia: invece di venire a regolare i conti di secoli di crimini e rapine, vengono in Europa per cercare lavoro e pagano le nostre pensioni al posto dei figli che non facciamo”. In un’intervista pubblicata a seguire padre Zanotelli invita Grillo a “non tradire i valori in cui credevi”. Se sui migranti, spiega il missionario comboniano rivolto al fondatore dei Cinque Stelle, “sei ancora convinto dei valori espressi in quella prefazione, dovresti sederti con i dirigenti del Movimento 5 Stelle e dire: ragazzi, cambiamo strada”.


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