Trivelle, Costa dice no: tensione di governo  

Pubblicato da in data 22 Gennaio 2019

Trivelle, Costa dice no: tensione di governo Garavaglia: Non può fare come vuole

(credits: Greenpeace)

Pubblicato il: 23/01/2019 16:50

Il governo si scontra sulle trivelle e non scioglie il nodo sulle proposte di modifica da inserire nel decreto legge semplificazioni che le riguardano. Commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato bloccate quindi nell’attesa che la maggioranza trovi un’intesa. Ma intanto si accende lo scontro di governo dopo il netto il ‘no’ del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, oggi a Pescara in occasione della presentazione del programma ambiente del Movimento Cinque Stelle.

“La Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr) si compone da una commissione autonoma che rilascia un parere che va sul tavolo politico, non è un obbligo firmarlo, è una valutazione. Lo dico – ha spiegato Costa – perché io sono per il no alle trivelle e le trivelle passano per la Via che arriva sul tavolo del ministero dell’Ambiente: io non le firmo. Mi sfiduceranno per questo come ministro? Vabbè, tornerò a fare il generale dei Carabinieri, è la libertà di chi ha un altro lavoro”.

A replicare al ministro attraverso l’Adnkronos, è il viceministro per l’Economia, il leghista Massimo Garavaglia: sulle trivellazioni “Costa deve fare il ministro, non quello che vuole lui” visto che ci sono “atti obbligatori e c’è un iter in corso”. Sulla vicenda delle trivelle, ha poi aggiunto Garavaglia, “ci sono atti obbligatori, è una questione amministrativa, non di scelta politica”.

Costa incassa invece l’approvazione del presidente della Camera Roberto Fico: “Non si può pensare – ha dichiarato – di vivere il presente e progettare il futuro restando ancorati a modelli del passato. Viviamo un’epoca di transizione energetica che può solo andare avanti e non ammette passi indietro. Un momento di evoluzione e trasformazione che riguarda l’energia e i modelli di sviluppo e che detta la strada da seguire, quella delle fonti rinnovabili, con l’abbandono progressivo delle fonti fossili. In questo quadro di rivoluzione economica ed energetica vanno sospese le ricerche di nuovi giacimenti di idrocarburi, a partire dalle trivellazioni in Italia”.”Dobbiamo investire nelle rinnovabili, nel futuro. Il passato e le tecnologie obsolete, lasciamoceli alle spalle”, conclude la terza carica dello Stato.

A confidare in una comunione di intenti è invece è Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato ed esponente del M5S: “E’ chiaro che siamo due forze politiche che su alcuni argomenti hanno idee diverse, si sapeva che c’erano pareri discordanti” ma “confido in una ricomposizione”, ha commentato all’Adnkronos. “Ma – precisa Coltorti – c’è anche il fatto che la quinta Commissione deve terminare di esprimere i pareri. E’ un procedimento complesso, ci sono varie questioni. Le trivelle sono uno di questi argomenti. Le opposizioni vogliono essere rese partecipi su questi temi, quindi si rinvia, in attesa che sia tutto ben definito. Aspettiamo il parere della Commissione, spero in giornata di riunire la Commissione e andare a chiudere”.

EMENDAMENTO ‘BOLLINATO’ – ”Entro diciotto mesi” dalla data di entrata in vigore del decreto legge semplificazioni dovrà essere approvato il ‘piano per la Transizione energetica sostenibile delle aree idonee’ che dovrà individuare ”un quadro definitivo di riferimento delle aree” dove sarà consentito utilizzare le trivelle. Il ‘Pitesai’ è contenuto in un emendamento, che ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato, ma su cui ancora non c’è l’accordo politico.

Il Pitesai dovrà tenere conto di ”tutte le caratteristiche del territorio, sociali, industriali, urbanistiche e morfologiche” e sarà adottato ”previa valutazione ambientale e strategica”. Il piano, inoltre, per ottenre il via libera sulla terraferma, dovrà ottenere l’ok della Conferenza unificata.

La proposta di modifica stabilisce che, con un decreto del Mise e del ministero dell’Ambiente, dovrà essere approvato il piano che fisserà i paletti per lo svolgimento delle ”attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale, volto a valorizzare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle stesse”, si legge. Fino all’approvazione del Pitesai, ”al fine della salvaguardia e del miglioramento della sostenibilità ambientale e sociale”, sono sospesi i procedimenti amministrativi, ”ivi inclusi quelli di valutazione di impatto ambientale relativi al conferimento di nuovi permessi”.


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