Omicidio Meredith, le tappe del processo  

Scritto da il 23 gennaio 2019

Omicidio Meredith, le tappe del processo

(Fotogramma /Ipa)

Pubblicato il: 24/01/2019 12:47

Sono passati ormai quasi dodici anni da quel 1° novembre 2007, quando la studentessa inglese Meredith Kercher veniva uccisa nella casa di via della Pergola a Perugia. In Italia con il programma Erasmus, Meredith viveva nella casa da poco più di un mese con le sue coinquiline. Accoltellata alla gola e coperta con un piumone, alla ragazza venivano rubate – quasi a indicare un omicidio conseguente a un furto – carte di credito, telefoni cellulari e 300 euro dalla borsetta. La porta della camera da letto dove si è consumato il delitto, chiusa a chiave, verrà aperta solo il giorno successivo. Inizia così la lunga e tragica storia del delitto di Perugia, caso di cronaca nera che ha sconvolto la cittadina umbra e l’Italia intera e che ancora rimane irrisolto. Questa la cronologia degli eventi fino al termine del processo che ha visto assolvere i principali accusati, Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

2 novembre 2007: Il cadavere di Meredith viene trovato intorno all’ora di pranzo, da alcuni abitanti della casa, da Amanda Knox e Raffaele Sollecito e da due agenti della polizia postale a cui erano stati consegnati due telefoni cellulari di Meredith buttati nel giardino di una casa situata nelle vicinanze.

6 novembre 2007: Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Patrick Diya Lumumba vengono arrestati per l’omicidio della giovane studentessa inglese dagli agenti della squadra mobile della questura di Perugia che in conferenza stampa affermeranno: “Il caso è risolto”. Amanda Knox era stata arrestata dopo essere stata in Questura per quasi 50 ore nei precedenti quattro giorni. Tutti e tre gli arrestati si dichiarano innocenti. Amanda però accusa Patrick di aver ucciso Meredith.

9 novembre 2007: Il gip Claudia Matteini convalida i tre fermi. Patrick Lumumba dice che la sera dell’omicidio di Meredith era a lavoro al suo pub Le Chic. Un professore universitario svizzero lo conferma. Torna appositamente a Perugia a testimoniare. Anche Amanda e Raffaele sostengono di aver passato la notte a casa di Raffaele.

15 novembre 2007: Il Dna di Meredith viene isolato sulla lama di un coltello da cucina sequestrato a casa di Raffaele Sollecito. Sul manico gli esperti della polizia scientifica trovano quello di Amanda Knox. La polizia scientifica esegue molte analisi, tra cui quella su un’impronta palmare lasciata col sangue, trovata sul cuscino lasciato sotto il cadavere di Meredith.

19 novembre 2007: L’impronta palmare appartiene a Rudy Hermann Guede, a suo carico viene emesso un mandato di cattura internazionale. Guede è ricercato per omicidio aggravato e violenza sessuale. Ma Rudy ha lasciato Perugia subito dopo l’omicidio.

20 novembre 2007: Patrick Lumumba viene rimesso in libertà. Rudy Hermann Guede invece viene bloccato dalla polizia tedesca a Magonza, in Germania, dove era scappato dopo l’omicidio di Meredith. Rudy ammette da subito la sua presenza sul luogo del delitto, ma dice di non essere l’assassino. Sarebbe scappato per la paura di rimanere coinvolto in qualcosa di più grande di lui.

6 dicembre 2007: Rudy Hermann Guede viene trasferito nel carcere perugino di Capanne. Al pubblico ministero Giuliano Mignini che lo interroga in quei giorni racconta di essere entrato in casa di Meredith e di aver avuto un approccio sessuale con lei, di essere andato in bagno e di aver sentito un urlo. Di essere uscito e aver incrociato due non meglio specificate persone, un uomo e una donna. Di aver raggiunto Meredith agonizzante e di aver provato a tamponare la sua ferita. Di essere poi scappato, per la paura.

14 dicembre 2007: In Inghilterra nella chiesa di St John Baptist di Croydon, a sud di Londra non lontano da dove viveva con la famiglia, vengono celebrati i funerali della vittima in forma strettamente privata. Ad officiarli il vice-parroco, il reverendo Colin Boswell, che era stato anche cappellano nell’ex scuola Old Palace School che Mez aveva frequentato. Le spoglie erano tornate in Inghilterra già da metà novembre ma gli avvocati degli arrestati avevano chiesto una seconda autopsia, cosa poi negata dal gip che aveva dato il via libera per i funerali.

16 febbraio 2008: Raffaele Sollecito si laurea in informatica nel carcere perugino di Capanne. Lo stesso giorno Patrick Lumumba riapre il suo pub Le Chic. Inizialmente affollato di curiosi, che volevano vedere Lumumba da vicino e il locale in cui lavorava Amanda Knox, viene definitivamente chiuso dopo poco tempo.

1 aprile 2008: La Corte di Cassazione respinge i ricorsi di Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede contro la misura della custodia cautelare in carcere. Per tutti e tre la risposta è la stessa: devono rimanere dove sono perché sussistono il pericolo di fuga, di inquinamento di prove e di reiterazione del reato.

19 giugno 2008: I pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi depositano l’atto di chiusura delle indagini che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Per i magistrati Meredith Kercher è stata uccisa da Amanda, Raffaele e Rudy durante un tentativo di violenza sessuale. Per la loro ricostruzione, Amanda avrebbe sferrato la coltellata mortale mentre i due ragazzi costringevano ferma Meredith.

16 settembre 2008: Il gup Paolo Micheli accoglie la richiesta di rito abbreviato che Rudy Hermann Guede presenta tramite i suoi due legali Nicodemo Gentile e Walter Biscotti.

28 ottobre 2008: Il gup Paolo Micheli condanna Rudy Guede a trent’anni di reclusione e rinvia a giudizio Amanda Knox e Raffaele Sollecito. I pubblici ministeri avevano chiesto l’ergastolo per Rudy Guede e il rinvio a giudizio per Amanda e Raffaele. La Knox alla lettura del dispositivo scoppia in lacrime. Ai due imputati vengono negati gli arresti domiciliari.

16 gennaio 2009: Inizia il processo davanti alla Corte d’assise di Perugia presieduta da Giancarlo Massei ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. I due ex fidanzati sono accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, violenza sessuale, furto, e per Amanda Knox anche calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. Il processo prosegue per tutto il 2009 principalmente nei fine settimana.

18 novembre 2009: inizia il processo d’appello a Rudy Hermann Guede. I suoi legali hanno fatto ricorso contro la decisione di condanna del gup Paolo Micheli.

4 dicembre 2009: Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono rispettivamente condannati a 26 e 25 anni di carcere dalla Corte d’Assise di Perugia che emette il suo verdetto dopo quasi 11 ore di camera di consiglio intorno alla mezzanotte. Amanda scoppia in lacrime. La sorella di Raffaele gli urla di farsi forza. I pm avevano chiesto l’ergastolo. Per il computo della pena dei due imputati le attenuanti generiche vengono equiparate all’aggravante dei futili motivi e i reati vengono unificati con il vincolo della continuità. Ad Amanda un anno in più per la calunnia contro Lumumba.

22 dicembre 2009: La Corte d’Appello di Perugia riforma parzialmente la sentenza di primo grado emessa dal gup Micheli nei confronti di Rudy Guede e lo condanna a 16 anni di reclusione anziché a 30 perché gli vengono concesse le attenuanti generiche.

15 aprile 2010: Le difese di Amanda Knox e Raffaele Sollecito fanno ricorso in appello contro la sentenza di primo grado. Chiedono che venga riaperto il dibattimento e che i due ragazzi vengano assolti. In appello fa ricorso anche la procura della Repubblica che chiede la condanna all’ergastolo.

24 novembre 2010: Inizia il processo d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Le difese fanno richiesta di una perizia superpartes sul gancetto del reggiseno di Meredith Kercher e sul coltello che in primo grado venne identificato come l’arma del delitto.

16 dicembre 2010: La prima sezione della corte di Cassazione conferma la sentenza d’appello per Rudy Hermann Guede. La sentenza diventa a questo punto irrevocabile.

18 dicembre 2010: La Corte d’Assise d’Appello di Perugia concede la riapertura parziale del dibattimento e concede la perizia genetica alle difese. Concessa anche l’escussione di alcuni testimoni. Per i pm mancavano i presupposti per la riapertura dibattimentale.

27 giugno 2011: Rudy Hermann Guede viene interrogato in aula come testimone. In maniera un po’ controversa, citando una lettera che lui stesso aveva mandato ad alcuni media, accusa Amanda e Raffaele dell’omicidio di Meredith.

30 giugno 2011: i periti Stefano Conti e Carla Vecchiotti depositano la loro perizia su coltello e gancetto con cui mettono in dubbio i risultati a cui è giunta la biologa della polizia scientifica Patrizia Stefanoni e il lavoro della biologa stessa. Per loro i risultati non sono attendibili quindi non possono essere usati contro Raffaele e Amanda.

24 settembre 2011: La procura chiede nuovamente l’ergastolo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Le difese chiedono invece l’assoluzione.

3 ottobre 2011: E’ Il giorno del verdetto. La città di Perugia è invasa da telecamere, non si parla d’altro. La sentenza d’Appello è attesa per la sera. Migliaia di giornalisti, fotografi e reporter accreditati. Entreranno solo alcuni di loro in aula. Il servizio d’ordine è imponente. C’è chi dorme fuori dal tribunale per guadagnare una posizione buona.

4 ottobre 2011: Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono assolti dalla corte d’Assise d’Appello di Perugia. Dopo l’assoluzione la Knox torna immediatamente negli Stati Uniti.

15 dicembre 2011: I giudici di secondo grado depositano le motivazioni della sentenza di assoluzione. Parlano di “mancanza di prova di colpevolezza”.

14 febbraio 2012: La procura generale presso il tribunale di Perugia deposita il ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione. Deposita il ricorso anche la famiglia Kercher tramite il loro legale.

25 marzo 2013: La Cassazione annulla con rinvio la sentenza di assoluzione di secondo grado emessa dalla Corte d’assise d’appello di Perugia. Confermata invece la condanna per calunnia per Amanda Knox. Il processo si rifarà a Firenze. Il pg definisce la sentenza di secondo grado un “raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità”.

30 settembre 2013: inizia il processo bis ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito davanti alla Corte d’assise d’appello di Firenze. I due ex fidanzatini non sono in aula. Lei vive a Seattle e ha pubblicato un libro sulla sua vicenda giudiziaria. Raffaele è all’estero.

1 ottobre 2013: la Corte d’assise d’appello di Firenze concede una nuova perizia sulla traccia ‘I’ del coltello sequestrato in casa di Sollecito a ridosso dell’omicidio.

31 ottobre 2013: il dna sulla traccia del coltello è di Amanda Knox. Lo affermano i carabinieri del Ris nella perizia che depositano alla corte di Firenze. Per l’accusa è un segno di colpevolezza. La difesa sostiene che Amanda usava quel coltello quando cucinava con Raffaele.

26 novembre 2013: il sostituto procuratore generale di Firenze Alessandro Crini chiede 30 anni di carcere per Amanda Knox e 26 per Raffaele Sollecito.

30 gennaio 2014: Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono rispettivamente condannati a 28 e 25 anni di carcere dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze.

29 aprile 2014: la Corte d’Assise d’Appello di Firenze deposita le motivazioni della condanna: “L’aggressione della ragazza inglese fu simultanea e posta in essere da tutti e tre i correi (Amanda, Raffaele e Rudy, ndr), i quali collaborarono tutti per il fine che si erano proposti: immobilizzare Meredith Kercher ed usarle violenza”.

17 giugno 2014: la difesa di Knox deposita ricorso in Cassazione: “Si è di fatto operata una scelta selettiva di indizi e di prove, trascurando quelle di diversa e opposta valenza”. “Soluzioni contrarie alla colpevolezza della Knox – scrivono i legali nel ricorso – non sono state esaminate anche in presenza di robuste argomentazioni contrarie illustrate dalla difesa e della sentenza di assoluzione della Corte di Assise di Perugia” .

27 giugno 2014: conferenza stampa di Sollecito e i suoi legali “Raffaele non cambia assolutamente versione, ma pensa esclusivamente a se stesso e alla sua posizone e l’unica certezza assoluta è che lui quella notte era a casa sua”. A Raffaele la Corte di Firenze ha ritirato il passaporto disponendo per lui il divieto d’espatrio e se la Cassazione confermasse la sentenza di Firenze, per lui si aprirebbero le porte del carcere

15 luglio 2014: Raffaele Sollecito consegue la laurea specialistica in ingegneria informatica all’università di Verona. Il giovane pugliese ha discusso una tesi in cui ha analizzato l’andamento dei social network includendo nell’analisi anche il flusso di colpevolisti e innocentisti per il suo caso.

25 marzo 2015: Il ricorso delle difese di Knox e Sollecito arriva all’esame della quinta sezione penale della Corte di Cassazione.

27 marzo 2015: La quinta sezione penale della Corte di Cassazione assolve i due imputati.


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