Festival, bufera sul voto  

Scritto da il 10 febbraio 2019

Festival, bufera sul voto Foa: Va corretto

(Fotogramma)

Pubblicato il: 11/02/2019 12:55

Non si placa la bufera sul sistema di votazione di Sanremo che ha ribaltato le previsioni sul vincitore decretando il trionfo di Mahmood. Dai social ai vertici di Viale Mazzini, fa discutere il fatto che l’italo-egiziano sia arrivato prima con il voto delle giurie mentre Ultimo, secondo classificato, sia stato l’artista più votato dal pubblico. Mentre sui social c’è chi grida al complotto, il presidente della Rai, Marcello Foa parla di “sproporzione, un chiaro squilibrio tra il voto popolare e una giuria composta da poche decine di persone che ha provocato le polemiche” sottolineando che il sistema “va corretto”.

COME FUNZIONA IL VOTO – Il sistema di votazione si compone di tre parti: il televoto (50% sulla classifica di fine serata), il voto della sala stampa (30%) e il voto della giuria d’onore (20%). Sabato sera la sala stampa e la giuria d’onore hanno decretato vincitore Mahmood mentre i telespettatori hanno preferito Ultimo, votando poi Il Volo al secondo posto e Mahmood al terzo. Nel dettaglio, il 46,5% del pubblico a casa ha votato per Ultimo, il 39,4% per Il Volo e il 14,1% per Mamhood. Il dato finale è stato però invertito: Mahmood ha vinto con il 38.9%, Ultimo è arrivato secondo con il 35.6% e Il Volo ha ottenuto il 25.5%.

LA POLEMICA – Dopo la vittoria dell’artista milanese, Ultimo in sala stampa è sbottato contro i giornalisti. La polemica si è subito spostata in rete, con il cantante romano che ha twittato contro il sistema di voto: “Da casa eravamo il quadruplo rispetto agli altri – ha detto -. Mi chiedo come sia possibile che il Festival di Sanremo dia la possibilità di televotare da casa alla gente che spende soldi. Io arrivo al 46,5%, poi un altro artista (Mahmood, ndr) arriva al 14% e questa differenza di più del 30% viene completamente ribaltata dai giudizi di giornalisti e da 8 persone, la giuria d’onore, che con la musica c’entra poco o nulla”. E giù una valanga di commenti contro: tra chi punta il dito contro la giuria d’onore – composta da Ferzan Ozpetek, Elena Sofia Ricci, Serena Dandini, Mauro Pagani, Claudia Pandolfi, Joe Bastianich, Camila Raznovich e Beppe Severgnini (a detta di Di Maio dei “radical chic”) – e chi invoca un maggior peso del pubblico a casa e quindi del televoto.

LE CRITICHE – Tra i primi a commentare il sistema di votazione c’è il vicepremier Luigi Di Maio: “La giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto – ha scritto su Facebook -. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo”. Quindi ha suggerito che il prossimo anno “il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi”.

Favorevole ad “alzare il peso del televoto” è anche Claudio Baglioni che però frena: “Vi dico francamente che c’è un certo timore a diminuire il peso o a togliere il voto della sala stampa, perché qualcuno teme che si possa creare un clima ostile. Anche se io non voglio credere che questo succederebbe”, ha aggiunto.

Nella tormenta, c’è anche chi difende il voto della giuria d’onore. Come una dei membri, Camila Raznovich che contattata dall’Adnkronos si è detta “abbastanza sorpresa e dispiaciuta dalle polemiche sul nostro voto”. “Noi avevamo solo il 20% di peso sul voto finale e non potevamo ribaltare niente, lo dice la matematica – ha spiegato – .Io sono stata chiamata da Baglioni e dalla Rai e ho votato secondo coscienza, scegliendo il brano di Mahmood perché mi sembrava più bello, più ascoltabile in radio e più fresco”. Quindi ha aggiunto: “Se quella di Ultimo, che peraltro ha cantato benissimo, è una polemica contro il regolamento, bisogna dibatterla in altre sedi. Però non si possono contestare le regole del gioco dopo avere giocato; quello che insegno alle mie bambine è che se si partecipa a una gara, bisogna anche accettare la possibilità di non arrivare primi”.


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