Commercio: Gradara (Federdistribuzione), ‘bene nuove audizioni su domeniche’  

Scritto da il 14 febbraio 2019

Gradara (Federdistribuzione): Bene nuove audizioni su aperture domenicali nel commercio

Pubblicato il: 15/02/2019 16:45

“L’ultimo testo presentato in commissione aggiungeva ulteriori criticità rispetto a quelli precedenti. E per questo motivo avevamo chiesto la riapertura delle audizioni per riuscire a trovare un punto di mediazione che secondo noi è possibile”. Così Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, con Adnkronos/Labitalia, commenta la decisione della maggioranza di governo di procedere a un nuovo giro di audizioni in commissione Attività produttive alla Camera sul testo di regolamentazione delle aperture domenicali delle attività commerciali.

“Secondo le nostre stime -continua Gradara- con l’attuale testo si rischiano di perdere 40-45mila posti di lavoro, perché lavorando 6 giorni su 7 è normale che ci sia una riorganizzazione del lavoro, al di là che il fatturato perso venga recuperato negli altri giorni lavorativi”. Nel testo attuale, per Gradara, sono tante le cose che non vanno: “Le deleghe territoriali, la definizione di centri storici. E poi non c’è nulla sui centri turistici come anche sull’e-commerce che non può essere lasciato fuori da una regolamentazione del settore. Noi siamo seriamente preoccupati dall’applicazione di un provvedimento di questo tipo”.

La nota positiva, per Gradara, “è che sembra esserci finalemente una consapevolezza della serietà del problema da parte delle forze politiche e anche dal piccolo commercio che sembra aver capito che i suoi problemi non si risolvono con una restrizione delle aperture”. Quindi, rimarca, “aspettiamo queste nuove convocazioni: andremo a portare le nostre ragioni e proposte che devono passare dal rilancio dei consumi, dalla rigenerazione delle aree urbane”. “Secondo noi, ripeto, un punto di mediazione è possibile, ancora di più in un momento in cui le vendite al dettaglio sono al palo e un testo come questo farebbe altri danni, e poi si andrebbe in direzione opposta -conclude- rispetto alle misure messe in campo per rilanciare l’economia”.


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