Caso Guerrina, oggi sentenza Cassazione per padre Graziano  

Scritto da il 19 febbraio 2019

Caso Guerrina, oggi sentenza Cassazione per padre Graziano

(credits: ‘Chi l’ha visto?’)

Pubblicato il: 20/02/2019 13:00

Per Gratien Alabi, conosciuto come padre Graziano, condannato a 25 anni per omicidio e distruzione di cadavere, oggi si prospetta come il giorno più lungo. La Corte di Cassazione si dovrà pronunciare in via definitiva sul sacerdote congolese accusato di aver ucciso Guerrina Piscaglia, casalinga 50enne di Ca’ Raffaello, nel comune di Badia Tedalda (Arezzo), con cui avrebbe avuto una relazione sentimentale, misteriosamente scomparsa nel nulla il 1° maggio 2014.

Padre Graziano, che potrebbe essere presente all’udienza, alla vigilia ha detto: “Dio sa che sono innocente”. Il marito di Guerrina Piscaglia, Mirco Alessandrini, si è sfogato: “Se lo liberano è una vergogna”. In caso di conferma della condanna, per il sacerdote congolese si aprirebbero di nuovo le porte del carcere. Attualmente si trova nel convento dei Premostratensi a Roma, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Secondo i giudici della Corte d’Assise di Arezzo e poi della Corte d’Assise d’Appello di Firenze, tra il vice parroco di Ca’ Raffaello e Guerrina Piscaglia c’era una relazione amorosa segreta e il primo maggio 2014 l’incontro tra i due sfociò nel delitto, che sarebbe avvenuto per strangolamento.

Padre Graziano, deducono i giudici fiorentini, temeva di essere ricattato dalla donna che voleva che lasciasse l’abito talare per lei e poi fuggire insieme. A carico del prete è stato addebitato l’uso del cellulare della vittima, le bugie raccontate subito dopo la sparizione per depistare e i contatti assidui con la parrocchiana che si interruppero proprio al momento della scomparsa di Guerrina Piscaglia. Quel giorno la donna disse al sacerdote annunciando il suo arrivo in parrocchia: “Vengo a cucinarti il coniglio e poi facciamo l’amore”.

DIO SA CHE SONO INNOCENTE” – “Dio sa che sono innocente, non ho ucciso io Guerrina”. Così padre Graziano si è sfogato con i suoi confratelli nel convento dei Premostratensi, dove si trova agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Il sacerdote congolese ha deciso per ora di attendere in convento la sentenza della Cassazione prevista per la serata di oggi.


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