Forza Italia, indagato deputato Ars  

Pubblicato da in data 21 Febbraio 2019

Forza Italia, indagato deputato Ars

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 22/02/2019 08:50

C’è anche il deputato all’Assemblea regionale siciliana di Forza Italia , Stefano Pellegrino, tra gli indagati per corruzione elettorale nell’inchiesta che all’alba ha portato in carcere tre imprenditori nel trapanese: Calogero Jonn Luppino, campobellese di 39 anni, Salvatore Giorgi, zio di Luppino, 60 enne, anch’egli di Campobello di Mazara e Francesco Catalanotto, castelvetranese gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara. I tre sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e altro.

Pellegrino è presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars e componente della commissione antimafia. Nel 2017 è stato eletto con 7.670 voti. Il politico è accusato di avere ricevuto un sostegno ritenuto illegittimo alle ultime consultazioni del 2017. Secondo gli inquirenti, “Calogero Luppino e soprattutto Salvatore Giorgi, infatti, in ossequio alle disposizioni impartite dal carcere da Franco Luppino, supportavano la candidatura alle elezioni regionali del politico locale, promettendo e somministrando generi alimentari a cittadini del luogo in cambio della promessa di voti”. Nell’accusa di corruzione elettorale non c’è l’aggravante di mafia.

Le indagini hanno permesso di “monitorare la rapidissima ascesa imprenditoriale di Luppino nel mondo delle scommesse e giochi on line – dicono gli inquirenti -. Ascesa favorita in tutto e per tutto dagli affiliati ai mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del Vallo, che obbligavano i vari esercizi commerciali ad istallare i evice delle società di Luppino e Giorgi, pena pesanti ritorsioni”.

Dal canto suo Luppino, coadiuvato da Giorgi che gestiva la cassa dell’associazione mafiosa in questo settore imprenditoriale, “si occupavano del sostentamento, relativo alle spese legali e alle altre necessità del boss detenuto Franco Luppino, nonché del finanziamento dei vertici delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e Castelvetrano”. In particolare l’arrestato Catalanotto “rappresentava l’anello di congiunzione operativo tra Luppino e la famiglia di Castelvetrano. Catalanotto infatti vantava una particolare vicinanza con Rosario Allegra, cognato del latitante Matteo Messina Denaro”. In corso anche un ingente sequestro beni (circa 5 milioni) nei confronti degli indagati.


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