Attaccate moschee, strage in Nuova Zelanda  

Scritto da il 14 marzo 2019

Attaccate moschee, strage in Nuova Zelanda

(AFP)

Pubblicato il: 15/03/2019 07:10

Strage in Nuova Zelanda dove due moschee sono state attaccate, provocando decine di morti. Secondo i media locali, nelle due sparatorie alla moschea Masiid al Noor nel centro di Christchurch e alla moschea di Masjid, nel sobborgo di Linwood ,il numero delle vittime potrebbe arrivare a 30.

Il capo della polizia, Mike Bush, ha reso noto che sono state arrestate quattro persone, tra le quali una donna, per gli attacchi. Non ha confermato il numero delle vittime, parlando di un bilancio “significativo”. Bush ha poi lodato “il grande coraggio” degli agenti che hanno arrestato i sospetti, fermati a bordo di auto dove erano stati montati diversi ordigni esplosivi improvvisati. “Non dobbiamo presumere che il pericolo sia passato” ha aggiunto, suggerendo la possibilità che vi possano essere altri componenti del gruppo.

IL COMMANDO – Il premier australiano Scott Morrison ha poi confermato che uno dei sospetti parte del commando è un cittadino australiano. “Posso confermare che l’uomo arrestato è nato in Australia – ha detto ai giornalisti a Sydney – le nostre agenzie di sicurezza stanno lavorando in stretto contatto con le autorità della Nuova Zelanda e sono pronte altre risorse per impegnarsi a sostegno della Nuova Zelanda se e quando verrà richiesto”.

PREMIER NEOZELANDESE – “Molte delle persone colpite da questo atto di estrema violenza saranno della nostra comunità di migranti e rifugiati. La Nuova Zelanda è la loro casa, dovrebbero essere al sicuro” lo ha detto la premier neozelandese, Jacinda Ardern, definendo gli attacchi “uno straordinario e senza precedenti atto di violenza”. Si tratta di uno dei “giorni più tristi” per il nostro Paese, ha aggiunto la premier, annunciando una riunione di emergenza con le agenzie di sicurezza nazionale a Wellington.

IL TESTIMONE – Al momento della sparatoria vi erano diverse centinaia di persone nella moschea di al Noor per la preghiera del venerdì. Un testimone, Ahmad al Mahmooud, ha descritto l’assalitore come un uomo bianco, biondo, che indossava un elmetto e giubbotto anti-proiettile ed era armato con un fucile automatico. Subito dopo la sparatoria, la polizia ha messo in stato di allerta tutta la città chiudendo le scuole e l’ospedale, che ha annullato tutti gli appuntamenti del pomeriggio, comunicando che nessun paziente o dipendente può entrare o uscire dall’edificio.


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