Eni, Descalzi: “Decarbonizzazione priorità strategica”  

Scritto da il 14 marzo 2019

Eni, Descalzi: Decarbonizzazione priorità strategica

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 15/03/2019 12:44

“La decarbonizzazione è una priorità strategica per il nostro consiglio di amministrazione”. E’ quanto ha detto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, presentando il piano strategico del gruppo al 2022. La decarbonizzazione è strutturalmente presente in tutta la nostra strategia ed è parte preponderante delle nostre ambizioni per il futuro. Affrontare la doppia sfida da un lato di soddisfare i crescenti bisogni di energia, dall’altro di ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, rappresenta una priorità strategica per il nostro cda”, ha aggiunto.

IL PIANO – Fra il 2019 e il 2025 la produzione di idrocarburi di Eni crescerà mediamente del 3,5% su base annua. E’ quanto indicato nel piano strategico al 2022 di Eni. L’incremento è maggiore rispetto alle passate previsioni, che indicavano una crescita del 3%. Eni punta, inoltre, ad azzerare le emissioni nette nel settore upstream entro il 2030. “Riusciremo a raggiungere questo obiettivo aumentando l’efficienza operativa, riducendo quindi al minimo le emissioni dirette di CO2 del business e compensando le emissioni residuali con vasti progetti di forestazione”, ha spiegato l’ad. Eni avvia un programma di buy back per un ammontare di 400 milioni di euro nel 2019. Negli anni successivi, assumendo un leverage stabilmente inferiore al 20%, il programma sarà di 400 milioni di euro con uno scenario del petrolio Brent a 60-65 dollari al barile o di 800 milioni con un Brent sopra i 65 dollari. Eni distribuirà, poi, sull’esercizio 2019 un dividendo di 0,86 euro, in aumento del 3,6% rispetto alla cedola del 2018. L’incremento del dividendo è “in linea con la nostra politica di remunerazione progressiva”, ha spiegato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

I POZZI – Eni punta a realizzare 2,5 miliardi di barili di nuove risorse perforando 140 pozzi esplorativi nei quattro anni. “Grazie alla grande quantità di nuovi permessi in bacini ad alto potenziale – ha detto Descalzi -, puntiamo a realizzare 2,5 miliardi di barili di nuove risorse perforando 140 pozzi esplorativi nei quattro anni”.

GLI INVESTIMENTI – Il piano di investimenti al 2022 di Eni prevede investimenti di circa 33 miliardi di euro. Il piano di investimenti per l’upstream, che rappresenta il 77% del Capex totale, è diversificato in termini geografici con gli sviluppi in Medio Oriente, Norvegia e Messico. Per rafforzare il processo di decarbonizzazione della società, Eni prevede di investire circa 3 miliardi che verranno impiegati principalmente per progetti di efficienza energetica, abbattimento del flaring, economia circolare e fonti rinnovabili.


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