Prodi: “Italia deve svegliarsi”  

Scritto da il 14 marzo 2019

Prodi: Italia deve svegliarsi

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 15/03/2019 14:47

L’Italia deve “svegliarsi” e colmare il ritardo che ha accumulato nei rapporti con i traffici verso Oriente rispetto ad altri Paesi europei. Lo sottolinea l’ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea Romano Prodi, a margine del Connecting Eurasia Dialogue, a Bruxelles. Sul Memorandum di intesa che il governo si accinge a firmare con la Cina, “aspettiamo di vedere il comunicato. E’ molto semplice: abbiamo le regole europee sul commercio e penso che queste siano tutte rispettate. E nell’ambito di queste regole abbiamo degli interessi nazionali che i tedeschi hanno perseguito con forza facendo il loro terminale ferroviario a Duisburg, i porti del Nord hanno fatto accordi con la Cina, la Grecia addirittura ha affidato parte del Pireo alla Cina”.

Mi sembra – continua Prodi – che l’Italia debba svegliarsi e prendere la parte dei traffici verso Est, e qui non parlo solo di Cina. Il Mediterraneo è tornato centrale, perché il commercio verso Est si è svegliato: cos’è, siamo solo noi che non ne approfittiamo? Genova e Trieste sono a un passo dalle grandi aree dell’Europa. E dal porto di Shanghai a Rotterdam ci si mettono quattro giorni in più che tra Shanghai e Trieste. E allora, dico, è talmente ovvio, che, anzi, non capisco perché si sia aspettato tanto tempo a fare quello che ha fatto Rotterdam, che ha fatto Marsiglia, che ha fatto la Grecia”.

Nel Memorandum of Understanding che l’Italia dovrebbe firmare con la Cina “leggo che non c’è nulla che riguardi il 5G ed essendoci queste rassicurazioni non vedo perché ci siano preoccupazioni”. “Probabilmente – aggiunge – non c’è stata sufficiente chiarezza, non vi è stato un dialogo preventivo, ma tutto quello che dico lo dico con la riserva di chi non ha potuto leggere le carte, ma siccome c’è un’assicurazione che viene dal presidente della Repubblica, dal presidente del Consiglio, eccetera, io sono portato a credere che non ci sia nulla che contrasta i nostri rapporti con gli Usa, che devono essere solidi, leali e sono non dico secolari, ma quasi”.


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