Cina, cantieri e F35: i dossier che scottano  

Scritto da il 15 marzo 2019

Cina, cantieri e F35: i dossier che scottano

(Afp)

Pubblicato il: 16/03/2019 06:56

Cina, cantieri&appalti, famiglia, F35. Nel giorno in cui le forze politiche di maggioranza annunciano l’accordo sul memorandum d’intesa con la Cina e in cui a Palazzo Chigi Conte, Di Maio e Toninelli incontrano Regioni e parti sociali per discutere dello sblocca cantieri, si contano ancora tanti distinguo su dossier cruciali per l’esecutivo M5S-Lega.

Prima della girandola di incontri sul tema infrastrutture e appalti, il presidente del Consiglio e i vicepremier Di Maio e Salvini si riuniscono per affrontare la questione ‘Via della Seta’, il memorandum d’intesa tra l’Italia e la Cina che sta provocando non pochi mal di pancia dalle parti della Casa Bianca. Presenti anche il sottosegretario Giorgetti e i ministri Moavero e Tria. Il via libera alla firma viene annunciato da fonti governative del M5S, le quali sottolineano che l’accordo è passato “senza modifiche” e che la Lega avrebbe accettato l’impostazione data dal Mise.

Di Maio esulta (“vince il Made in Italy”) e più tardi, parlando con i giornalisti, rassicura gli Usa precisando che quello con la Cina è un accordo commerciale e non politico e che gli States “resteranno i nostri principali alleati”. Ma restano le perplessità in casa Lega.

“La sicurezza nazionale viene prima di tutto e quindi su alcuni settori strategici per noi e per gli alleati (telecomunicazioni, energia, porti e infrastrutture) stiamo facendo tutte le verifiche e le valutazioni necessarie: prima viene la sicurezza degli italiani, poi l’interesse economico”, è la posizione espressa dal partito di Salvini in una nota diffusa dopo il vertice.

Il Carroccio vuole vederci chiaro anche sul decreto sblocca cantieri che, come annunciato dal capo politico M5S, mercoledì approderà in Consiglio dei ministri con la firma del Movimento 5 Stelle. “L’importante – commenta Salvini da Napoli – è sbloccare i 400 cantieri fermi in Italia da anni per dare lavoro, creare ricchezza e infrastrutture. Chiunque voglia metterci il timbro, non son geloso, a me interessa che i cantieri partano, chi vuole prendersi i meriti è l’ultimo dei miei problemi”.

Poi il titolare del Viminale avverte: “Ovviamente io e gli altri ministri della Lega vogliamo leggere cose c’è scritto riga per riga. Mi fido di tutti, ma come San Tommaso voglio metterci il naso”.

Si registrano distanze anche sul fronte F35. Se infatti da un lato Di Maio pone l’accento su una “revisione del progetto” rimarcando che Francia e Germania “non hanno acquistato neanche un F35”, dall’altro per Salvini l’Italia “non può permettersi di rimanere esclusa da alleanze di cui fa parte da anni: se vieni meno alla parola data – dice il segretario leghista – non fai bella figura. Anche perché se certe cose non le studi, progetti e assembli tu, apri le porte a francesi, tedeschi e inglesi e mi sembrerebbe una scelta bizzarra tornare indietro per aiutare altri”.

Ci pensa infine il World Congress of Familes di Verona a seminare scompiglio nella ‘famiglia’ governativa gialloverde. Di Maio prende ancora una volta le distanze dall’evento in programma a Verona dal 29 al 31 marzo, che vedrà la partecipazione di Salvini e del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana: “Non vado a festeggiare il nuovo Medioevo”, scandisce il vicepremier grillino, ‘benedicendo’ le istruttorie avviate da Palazzo Chigi sul caso del patrocinio concesso da Fontana all’evento.

Nella Lega però c’è chi difende a spada tratta l’iniziativa, come il senatore Simone Pillon: “Sarà una grande festa per tutte le mamme, tutti i papà, tutti i figli e tutti i nonni. Chi ama la famiglia non può non condividere questa iniziativa. Saremo tantissimi, per una giornata per celebrare la famiglia e l’importanza dei papà delle mamme dei nonni e dei bambini. Mi permetto di invitare tutti a partecipare, anche chi è stato forse male informato al riguardo”.


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