Pagamento digitale rifiutato? Nessuna sanzione ma occhio all’Antitrust  

Pubblicato da in data 21 Marzo 2019

Pagamento digitale rifiutato? Nessuna sanzione ma occhio all'Antitrust

Pos per pagamenti veloci e sicuri

Pubblicato il: 22/03/2019 18:18

I pagamenti digitali sono sempre più diffusi, pratici, sicuri e alla portata di tutti i cittadini. Tuttavia può capitare di vedersi rifiutare il pagamento con carta o bancomat. Cosa fare allora? “Spesso – dice in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori – molti consumatori frustrati ci rivolgono la domanda su come fare se viene rifiutato un pagamento elettronico” (VIDEO).

“In Italia – precisa – esiste una legge ma non esiste una sanzione. La legge prevede l’obbligo di accettare carte di credito e, quindi, di avere disponibile un bancomat, ma qualora il commerciante si rifiuti di farci pagare in questo modo manca una sanzione. In effetti si era pensato ad una sanzione, poca cosa solo 30 euro, ma erano un bel segnale”.

“Questo progetto di legge però – puntualizza il presidente Dona – è stato fermato dal Consiglio di Stato che ha ritenuto illegittima questa sanzione. C’è, quindi, un’unica strada al giorno d’oggi per i consumatori intanto quella di punire quel commerciante scorretto che ci rifiuta quello che è e rimane un nostro diritto. E poi può trattarsi di una pratica commerciale scorretta, dunque può interessare dunque l’autorità garante della concorrenza e del mercato che si occupa proprio di sanzionare le pratiche commerciali scorrette”.

“La normativa – conferma all’Adnkronos/Labitalia Francesco Seminara, dell’Ufficio tributario Confesercenti nazionale – prevede che i soggetti che vendono beni o prestano servizi sono tenuti ad accettare pagamenti tramite sistemi di carte di debito o carte di credito. La normativa specifica anche che questo obbligo viene meno in caso di impossibilità tecnica, mancanza di linea, malfunzionamento del pos. E’ stato chiesto un intervento al ministero delle Finanze, di concerto con il Mise, di emanare un decreto, dove venissero specificate le sanzioni, ma questo non è avvenuto”.

“Quindi – ammette – nel caso il consumatore vada da un esercente e, per qualche motivo, non gli venga fornito il pos non è prevista alcuna sanzione. Tuttavia noi siamo sempre a favore del pos anche perché i dati certificano che il suo utilizzo porta ad un aumento dei consumi, in quanto va verso le esigenze della clientela“.

“Senza contare – avverte Francesco Seminara – che i pagamenti elettronici vanno nella direzione della riduzione dei rischi e dei costi di gestione del contante. Così se non ci dovesse essere l’utilizzo corretto del pos, noi siamo aperti a qualsiasi tipo di soluzione, considerando che ci sono delle situazioni da analizzare caso per caso. Anche perché ci sono dei casi in cui la marginalità dei ricavi di alcuni esercenti è influenzata dall’utilizzo del pos stesso”.


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