Sy resta in carcere: “Può farlo ancora” 

Pubblicato da in data 22 Marzo 2019

Sy resta in carcere: Può farlo ancora

(Fotogramma)

Pubblicato il: 23/03/2019 13:15

Il gip di Milano Tommaso Perna ha convalidato l’arresto di Ousseynou Sy, l’autista di origine senegalese arrestato dopo aver dirottato un bus con a bordo 51 studenti di una scuola media di Crema. Il gip, che ieri pomeriggio ha interrogato il 47enne rinchiuso nel carcere di San Vittore, ritiene che esistano le esigenze cautelari nei confronti dell’uomo per il quale restano in piedi tutte le accuse di strage, sequestro di persona, lesioni e resistenza, aggravati dalla finalità di terrorismo. L’autista resta quindi in carcere così come chiesto dai pm Alberto Nobili e Luca Poniz, titolari delle indagini, i quali ritengono sussistere il pericolo di reiterazione del reato.

“La determinazione delittuosa dell’indagato, inaccettabile e riprovevole per la società civile in cui viviamo, è tale che deve ritenersi senza ombra di dubbio che, ove lasciato libero, egli commetterebbe certamente ulteriori reati della stessa indole”. Questo uno dei passaggi del provvedimento con cui il gip. Sy, continua il gip, “mostra una totale assenza considerazione rispetto alle regole di convivenza” e ciò “non consente di formulare una positiva prognosi sul suo comportamento futuro, laddove non venisse applicata alcuna misura”. Per il giudice, che accoglie l’intero impianto accusatorio, “l’unica misura adeguata a contenere la fortissima spinta criminale dell’indagato, è quella della custodia cautelare in carcere”.

“La rappresentazione dei fatti che l’indagato ha dato in sede di convalida – continua il gip – non può che ritenersi il frutto di una posticcia e maldestra opera di rivisitazione della realtà, ciò al non troppo velato fine di poter contare sui benefici conseguenti ad una eventuale, ed improbabile, dichiarazione di incapacità di intendere e di volere”, scrive Perna, smontando la linea di difesa dell’uomo, che dice di aver agito sotto l’impulso delle voci dei bimbi morti nel Mediterraneo.

Continua il gip: “Del tutto inverosimile è la versione offerta dall’indagato secondo cui non era sua intenzione quella di mettere in pericolo la vita degli ostaggi, dovendosi invece ritenere che soltanto per una combinazione di fattori indipendenti dalla sua volontà non si sono verificate conseguenze ben più gravi”. Per il giudice i fatti e le dichiarazioni raccolte mostrano inoltre come “la potenzialità offensiva della condotta fosse elevatissima e concretamente idonea raggiungere lo scopo terroristico prefissato”.

In questo senso “inverosimili appaiono le dichiarazioni dell’indagato secondo cui egli avrebbe consentito ai passeggeri di scendere dall’autobus”. Nel provvedimento di 24 pagine si sottolinea come “la liberazione degli ostaggi non è in alcun modo dipesa dalle scelte del fuggitivo”, come egli invece ha tentato di spiegare durante l’udienza di convalida. La strage non si è dunque verificata “soltanto per la presenza di spirito di alcuni studenti, i quali sono riusciti a evocare i soccorsi, per la lucidità di alcuni insegnanti, e delle forze dell’ordine, che sono intervenute tempestivamente, bloccando abilmente la corsa del pullman e facendo uscire i passeggeri dal pullman mentre l’indagato innescava l’incendio”.


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