Casa riposo abusiva a Roma, dentro anche salma 90enne  

Pubblicato da in data 24 Marzo 2019

Una casa di cura completamente abusiva, creata all’interno di un lussuoso resort ubicato sulle colline dei ‘Castelli Romani’ a Grottaferrata (Roma), è stata sequestrata. La struttura è stata scoperta dalle Fiamme gialle della Compagnia di Frascati a seguito di attività investigative svolte nei confronti della titolare, M.A. veliterna di anni 62, già gravata da precedenti penali nello specifico settore.

Le indagini, condotte anche attraverso numerose attività di pedinamento, hanno permesso di rilevare come l’indagata fosse solita frequentare una nota e rinomata struttura ricettiva, molto conosciuta nella zona dei castelli romani per attività di catering e organizzazione di eventi, circostanza questa particolarmente anomala considerato il basso profilo reddituale di M.A..

Proprio nel corso di un appostamento, insospettiti dalla presenza di un furgone di onoranze funebri in uscita dal resort, i Finanzieri decidevano di fare accesso nella struttura dove, all’interno di piccoli bilocali, sono stati rinvenuti cinque anziani in precarie condizioni igienico sanitarie nonché la salma di L.M.V.A., soggetto ultra 90enne, per la quale l’indagata non era in grado di esibire né il certificato di morte né alcun documento identificativo.

Nel corso delle perquisizioni, sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati medicinali scaduti, piani terapeutici per la somministrazione dei farmaci, scarse quantità di cibo, peraltro di pessima qualità e in parte scaduto, documentazione extra-contabile relativa ai pagamenti delle rette mensili.

Gli immediati accertamenti, esperiti in loco, spiega una nota della Gdf, anche attraverso l’interessamento di parenti e amministratori di sostegno, hanno permesso di acclarare che M.A. gestiva di fatto una casa di cura totalmente abusiva, senza alcuna autorizzazione o titolo professionale. All’interno della struttura, come tra l’altro confermato da una collaboratrice dell’indagata, non vi era alcun infermiere od operatore sanitario abilitato, ma era la stessa indagata a provvedere alla somministrazione dei farmaci secondo i piani terapeutici prescritti, presumibilmente, dai medici di famiglia.

L’attività, pur generando significativi guadagni – quantificati sulla base delle rette pagate in circa 100 mila euro all’anno – è risultata completamente sconosciuta al Fisco in quanto la signora dal 2013 non ha più presentato alcuna dichiarazione fiscale.

Due degli anziani “ospiti” sono stati affidati alle cure dei parenti, mentre per tre di loro, in più precarie condizioni di salute, si è reso necessario il ricovero presso strutture ospedaliere attraverso il servizio 118. Inoltre, attesa l’impossibilità da parte del personale sanitario intervenuto di constatare l’avvenuta morte di L.M.V.A. per cause naturali, su disposizione dell’autorità giudiziaria, la salma è stata affidata all’ospedale di Tor Vergata per l’esecuzione dell’esame autoptico.

La sessantaduenne è, allo stato, indagata per omicidio colposo, maltrattamenti e violazioni al testo unico sulle leggi sanitarie. Sono inoltre in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità in capo al titolare della struttura alberghiera e all’amministratore di sostegno di alcuni anziani in relazione al proprio operato.


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