Salvini frena su cittadinanza a Rami  

Pubblicato da in data 24 Marzo 2019

Salvini frena su cittadinanza a Rami

Rami da Fazio a ‘Che tempo che fa’

Pubblicato il: 25/03/2019 22:01

Matteo Salvini frena sulla cittadinanza a Rami Shehata, il ragazzo eroe di San Donato Milanese che ha chiamato i carabinieri dal pullman dirottato mercoledì scorso da Ousseynou Sy. “A ora non ci sono elementi” ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno. Rami sarà invitato al Viminale “quando avrò gli elementi a disposizione per decidere e purtroppo a stasera non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza. Mi spiacerebbe moltissimo, però così è” ha spiegato Salvini.

“Siccome le cittadinanze non sono biglietti delle giostre, abbraccerò volentieri tutti i ragazzi della classe, perché non ci sono protagonisti di serie A e di serie B. Quando si tratta di cittadinanze non ci devono essere nessuna ombra e nessun dubbio e purtroppo al momento ombre e dubbi ce ne sono” ha detto il vicepremier a margine della presentazione del libro ‘L’Italia non è più italiana’ di Mario Giordano.

”Le cittadinanze non le posso regalare e per dare le cittadinanze ho bisogno di fedine penali pulite. Non parlo dei ragazzini di 13 anni, ma non fatemi dire altro”, ha continuato Salvini. ”Ripeto, e sarebbe sgradevole entrare nel merito e non lo faccio, che stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso, evidentemente non sul ragazzino di 13 anni ma su altri, perché io la cittadinanza la concedo a chi ha fedina penale pulita. Penso che tutti abbiano capito di cosa stia parlando”.

Il titolare del Viminale ha poi continuato: ”Se qualcuno la cittadinanza non l’ha chiesta e non l’ha ottenuta dopo vent’anni, fatevi una domanda e datevi una risposta sul perché”.

Oggi il 13enne, che è stato premiato dall’ambasciata egiziana (VIDEO) proprio per il suo gesto eroico, parlando con la stampa si era rivolto al ministro dell’Interno, commentando: “Dopo tutto quello che è successo volevo vedere cosa avrebbe detto Salvini, se tutti i ragazzi fossero morti?”. Quindi aveva aggiunto: “Adesso che tutti lo ringraziano è grazie a me, non perché è bello. Io sono nato qui e da sempre voglio fare il carabiniere. Di Maio – ha concluso – vuole darmi la cittadinanza, io mi fido di lui”.

Parole che hanno innescato la replica di Salvini: “Rami si fida di Di Maio. Io mi fido della legge – ha puntualizzato il leader leghista – io devo rispettare la legge e farla rispettare. Sono contento che non ci siano morti e feriti grazie a lui, agli altri ragazzi e ai carabinieri. Non commento le stragi mancate”, ha aggiunto.

In giornata, mentre Salvini aveva parlato con cautela della concessione della cittadinanza a Rami, spiegando di stare facendo ” tutti gli approfondimenti del caso“, l’altro vicepremier, Luigi Di Maio era stato più netto: “Diamo la cittadinanza a quel bambino – ha scritto in un post su Fb -. C’è già una legge che lo consente, non dobbiamo inventarcela. Facciamolo e basta”.


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