Stipendio troppo basso primo motivo per cui si cambia lavoro  

Scritto da il 14 aprile 2019

Stipendio troppo basso primo motivo per cui si cambia lavoro

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 15/04/2019 16:30

Al primo posto, tra i motivi che spingono i dipendenti italiani a cambiare datore di lavoro, si trova lo stipendio troppo basso, indicato dal 47% del campione intervistato dalla ricerca Randstad Employer Brand, la più completa e rappresentativa a livello globale dedicata all’employer branding, condotta da Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane. Un motivo seguito dallo squilibrio fra vita privata e professionale (38%), dalle scarse opportunità di carriera (36%), dalla mancanza di premi o di riconoscimento professionale (34%) e dalla carenza di sfide (30%).

L’assenza di stimoli e sfide professionali è il primo motivo che induce i lavoratori 55-64enni a cambiare, la generazione successiva (35-54 anni) se ne va più per mancanza di riconoscimenti e i Millennials (25-34 anni) cercano opportunità se si accorgono di non avere un buon rapporto con il proprio diretto superiore. I giovanissimi fra i 18 e i 24 anni lasciano il posto se non intravedono opportunità di carriera. Gli italiani che hanno, invece, scelto di continuare a lavorare per la stessa azienda sono stati attratti soprattutto dalle politiche di work-life balance (45%), dalla sicurezza del posto (41%), dall’atmosfera di lavoro piacevole (41%), dalla solidità finanziaria (38%) e dalla vicinanza dell’azienda (36%). Ma le ragioni che legano i dipendenti all’azienda per cui lavorano variano a seconda della fascia di età: il 34% dei più giovani (under 25) sceglie di restare se ci sono opportunità di carriera, il 29% dei 25-34enni se il datore di lavoro offre programmi formativi, il 39% dei lavoratori fra i 35 e i 54 anni rimane fedele all’azienda se si trova in una posizione conveniente, mentre il 46% degli over 55 mette al primo posto tra i motivi per rimanere la sicurezza del posto di lavoro.

La sicurezza del posto di lavoro è in cima ai pensieri della maggior parte del campione. Il 72% degli intervistati, infatti, sarebbe disposto a rinunciare a una parte del proprio stipendio in cambio di una maggiore sicurezza: il 17% rinuncerebbe a oltre il 10% del salario, quasi uno su cinque (19%) a una cifra compresa fra il 6 e il 10% della paga e il 24% farebbe a meno di una parte dello stipendio compresa fra l’1% e il 5%.


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