‘Mamma Roma’, nel libro di Marzi la mappa del nuovo cantautorato capitolino  

Scritto da il 22 aprile 2019

'Mamma Roma', nel libro di Marzi la mappa del nuovo cantautorato capitolino

Pubblicato il: 23/04/2019 10:57

di Antonella Nesi

“E cerco un posto per me, mi perdo dentro Mamma Roma“, cantava Coez, citando Pier Paolo Pasolini, nella canzone inedita intonata a sorpresa davanti agli oltre 30.000 spettatori del concerto della sua consacrazione al Rock in Roma del 2018. E proprio ‘Mamma Roma’ s’intitola il nuovo libro del giornalista musicale Mattia Marzi, pubblicato da Arcana, come il precedente ‘Tu lo conosci Coez?, uscito nel 2018. Dopo la monografia su Coez, questa volta Marzi allarga lo sguardo sull’intera “terza scuola di cantautori della capitale”, come recita il sottotitolo.

Così, nelle 222 pagine del volume, il giornalista, che dal 2014 scrive di musica per Rockol, racconta come la capitale abbia tenuto a battesimo e cresciuto, proprio come una mamma, la generazione dei cantautori romani degli anni Duemiladieci: Calcutta, Tommaso Paradiso e i suoi Thegiornalisti, Coez, Carl Brave x Franco126, Niccolò Contessa (I Cani), Gazzelle, Galeffi, Motta, Ultimo, Giulia Anania, Giorgio Poi e Viito. Con un approccio ‘sociotopografico‘ ai luoghi di Roma che li hanno visti nascere, crescere, esordire e collaborare, tra centri sociali, club e studi di registrazione: Pigneto, San Lorenzo, Trastevere, Esquilino, Prenestino, ma anche Nuovo Salario e Prati si svelano sotto una nuova luce musicale e culturale.

Marzi, classe 1994, inquadra la Roma di oggi con gli occhi di una generazione, “che – spiega all’Adnkronos – ha trovato nella decadenza e nel disagio di questi anni la forza di rinascere e di raccontarsi“. E il suo libro diventa un piacevole e utile ‘sismografo’ per capire come è nata e si è propagata la nuova onda del cantautorato romano. La terza scuola, appunto. Quella seguita alla prima, sviluppatasi negli anni Settanta attorno al Folkstudio con Francesco De Gregori, Rino Gaetano e Antonello Venditti, e alla seconda, cullata negli anni Novanta da Il Locale dietro Piazza Navona, frequentato da Niccolò Fabi, Max Gazzè, Daniele Silvestri e Tiromancino. Questa volta l’epicentro delle prime scosse è tra il Pigneto e San Lorenzo e “il nome che farà da ‘testa d’ariete’ è quello di Niccolò Contessa“, sottolinea Marzi. “Sarà lui, come un novello Mosè, a dividere le acque tra un prima e un dopo. Anche se il primo vero ‘profeta’ visibile e seguito sarà Calcutta“. Tutto quello che accadrà dopo, tra debutti, scoperte, frequentazioni, produzioni, fughe e ritorni, è raccontato nelle circa 200 pagine del libro, ricche peraltro di prospettive originali sulla città e aneddoti inediti sugli artisti.


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