Morte Imane, 3 mesi per la verità   

Pubblicato da in data 22 Aprile 2019

Morte Imane, 3 mesi per la verità

(Fotogramma)

Pubblicato il: 23/04/2019 13:49

Si allungano i tempi per scoprire la causa della morte di Imane Fadil, la testimone chiave dei processi Ruby deceduta lo scorso 1 marzo all’Humanitas di Rozzano, dopo un mese di agonia. La procura ha concesso altri 90 giorni per concludere gli accertamenti autoptici e depositare una relazione da parte del pool di esperti, guidato dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, e che vede come consulente della famiglia Michelangelo Casati.

Inizialmente i titolari del fascicolo per omicidio volontario contro ignoti, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Luca Gaglio e Antonia Pavan, avevano concesso 30 giorni per i risultati sull’autopsia, fatta lo scorso 26 marzo nell’istituto di Medicina legale a Milano, ma la complessità delle analisi fa slittare a fine luglio il termine per il deposito della relazione.

Scartata l’ipotesi dell’avvelenamento, considerato che il livello di metalli trovato nel corpo della giovane non sarebbe ritenuto mortale, aumenta l’ipotesi che ad uccidere l’ex modella sia stata una malattia rara, ma nulla ancora può essere escluso.

Non si esclude, neppure, che la diagnosi potrebbe non essere mai formulata con precisione, vista la complessità della cartella clinica di Imane Fadil. “Non è emersa nessuna macro evidenza” le indiscrezioni raccolte subito dopo l’esame autoptico. “Ci aspettavamo di trovare esattamente quello che ci si aspetta da una persona che è stata a lungo ricoverata”, le parole di una fonte dopo i primi risultati di laboratorio che lasciavano intendere la necessità di tempi più lunghi per esami più accurati.


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