Brigata ebraica contestata a Milano  

Pubblicato da in data 24 Aprile 2019

'Siamo oltre 70mila', corteo a Milano Brigata ebraica contestata

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 25/04/2019 15:42

A Milano “siamo oltre 70mila”. La città lombarda “ha saputo dare una grande risposta” ha detto Roberto Cenati, presidente locale dell’Anpi, concludendo gli interventi dal palco in piazza Duomo sulla partecipazione alla manifestazione del 25 aprile. Nel corso del corteo un gruppo di una ventina di persone ha aspettato la Brigata Ebraica all’angolo fra corso Venezia e piazza San Babila e ha accolto i manifestanti urlando ‘Assassini’ e ‘Palestina libera, Palestina rossa’ e con lo striscione ‘Contro l’imperialismo e il sionismo, con la resistenza palestinese, a fianco dei popoli che lottano’. Di risposta i manifestanti della Brigata Ebraica hanno intonato ‘Bella Ciao’.

Anche a Roma ha sfilato il corteo organizzato dall’Anpi che da Largo Bompiani è arrivato a Porta San Paolo (FOTO). Ad aprire la manifestazione, dove erano presenti anche molte bandiere di Emergency, Cgil, Pd, Sinistra Italiana, Potere al popolo e Partito Comunista, e bandiere palestinesi, un furgone con altoparlanti che hanno intonato le canzoni tipiche della Resistenza, da ‘Bella Ciao’ a ‘ Fischia il vento, passando per gli Intillimani. In basso foto Adnkronos.

“E’ stato il corteo più grande degli ultimi anni e ce ne era bisogno. Grazie ai partigiani” ha detto il presidente dell’Anpi di Roma Fabrizio De Sanctis. “A chi trova delle scuse per non festeggiare il 25 aprile diciamo che è vergognoso”, ha affermato. “I geni del populismo sono nei dittatori del passato. Erano i progenitori dei populismi di oggi: i ‘duci'”. Sempre a Roma, è andata in scena una contromanifestazione di Forza Nuova, a piazzale Clodio, di fronte al Tribunale di Roma, “uno dei simboli dell’antifascismo di regime”, dove i militanti dei due movimenti di estrema destra hanno protestato, come annunciato, per chiedere la liberazione di Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli “ingiustamente detenuti” per una presunta aggressione al giornalista dell’Espresso.


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