Salone Libro, minacce all’editore di Historica-Giubilei Regnani  

Pubblicato da in data 8 Maggio 2019

Salone Libro, minacce all'editore di Historica-Giubilei Regnani

La foto postata su Facebook da Francesco Giubilei

Pubblicato il: 09/05/2019 19:52

“Il clima d’odio che circonda il Salone del Libro di Torino sta diventando insopportabile. Pochi minuti dopo l’apertura dei cancelli della giornata inaugurale, una foto di rito con lo stand della casa editrice Historica-Giubilei Regnani postata sui social dai due animatori, Francesco Giubilei e Daniele Dell’Orco, ha riscosso centinaia di commenti, interazioni e feedback. Non tutti concilianti. Sul profilo di Dell’Orco, alcuni antagonisti hanno minacciato di passare dalle parole ai fatti in modo del tutto gratuito e ingiustificato, oltre che vile”. Lo riferisce in una nota la stessa casa editrice Historica-Giubilei Regnani.

“Dall”augurio’ di trovare i due editori appesi alle travi dello stand, con palese richiamo ai fatti di Piazzale Loreto, si è passati alle minacce. Un episodio che contribuisce a rendere pesante l’aria attorno ad un editore che nulla ha a che vedere con la vicenda che ha coinvolto la casa editrice Altaforte e la sua espulsione dal Salone, – continua la nota – ma che palesa la tendenza a fomentare l’odio e a ricercare nemici che non esistono in base ad accuse assurde e ad etichette insensate e passibili di azioni legali. Come quelle di ‘razzismo’, ‘xenofobia’ e ‘fascismo’ che il dimissionario consigliere del Salone del Libro, Christian Raimo, ha rivolto a diversi intellettuali, giornalisti ed editori tra cui Giubilei”.

“Abbiamo motivo di credere che quelle accuse totalmente infondate, che sono la vera ragione delle sue dimissioni sollecitate dal Sottosegretario Lucia Borgonzoni, abbiano foraggiato un astio nei nostri confronti, nonostante i 10 anni di attività editoriale indipendente alle spalle e l’estraneità dai legami politici. – prosegue ancora la nota – Crediamo sia giusto nell’interesse di tutti, e soprattutto in nome del primato della cultura, del pluralismo e dell’indipendenza, abbassare i toni e condannare senza ‘se’ e senza ‘ma’ queste intimidazioni”.

“Vogliamo solo goderci il Salone del Libro come facciamo da anni e far conoscere i nostri lavori e le nostre pubblicazioni in un ambiente sereno e positivo. Allo stesso tempo, lotteremo senza sosta contro chiunque tenti di delegittimarci, infangarci e costringerci al silenzio”, conclude la nota.


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