Conflitto di interessi, la proposta del M5S  

Pubblicato da in data 10 Maggio 2019

Conflitto di interessi, la proposta del M5S

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 11/05/2019 21:13

Il pacchetto M5S sul conflitto di interessi comprende la legge Macina sul conflitto di interessi in senso stretto, la legge Dadone sulle incompatibilità parlamentari, e la legge Silvestri per le lobby trascorrenti. Si tratta, a quanto si apprende da fonti M5S, “di tre proposte per regolare definitivamente il conflitto di interessi e fare quello che il Pd e la politica non sono mai riusciti a fare in 30 anni di governi”.

LIMITE DEI DUE MANDATI – In base all’art. 3 della proposta di legge M5S, parte del pacchetto sul conflitto di interessi, “non sono eleggibili coloro che hanno esercitato per due mandati, anche non consecutivi, la carica di membro del Parlamento”.

FUORI CHI HA SOCIETA’ DA OLTRE 10 MLN – Qualsiasi cittadino candidato ad assumere o assuma la carica di parlamentare nazionale o europeo “si trova in una condizione di conflitto di interessi qualora sia proprietario, possessore o abbia la disponibilità di partecipazioni superiori al 5 per cento del capitale sociale, ovvero anche inferiore a tale percentuale in caso di società con un volume di affari superiore a 10 milioni di euro annui o comunque superiore al 3 per cento del volume di affari complessivo nel mercato di riferimento in ambito nazionale”. E’ quanto si legge all’art.2 della proposta M5S, a prima firma Macina, sul conflitto di interessi. In particolare, prosegue la proposta, “una società o impresa che: a) ha rapporti contrattuali o negoziali di qualsiasi natura con una pubblica amministrazione; b) svolge la propria attività in regime di autorizzazione, accreditamento o concessione, licenza d’uso o comunque in base a titoli della stessa o analoga natura, rilasciati o conferiti da un’amministrazione pubblica statale, da istituzioni o enti pubblici nazionali ovvero da una regione o da una provincia autonoma, nonché da qualsiasi organo o ente della pubblica amministrazione; c) svolge la propria attività in forza di un contratto disciplinato dal codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; d) è titolare di diritti esclusivi o opera in regime di oligopolio o monopolio; e) opera in settori strategici per l’interesse nazionale, quali la comunicazione, l’informazione, l’energia, le infrastrutture, i trasporti, gli altri servizi pubblici o la difesa”. Sussiste altresì un conflitto di interessi “qualora la proprietà, il possesso o la disponibilità di partecipazioni siano relative a una società o impresa che: a) ha sede all’estero o appartenente a un gruppo multinazionale; b) è controllata o gestita per interposta persona o attraverso società fiduciarie, nonché enti di gestione finanziari, operativi e non operativi; l’interposizione di persona sussiste quando il soggetto controllante o gestore è il coniuge, il convivente di fatto, un parente fino al quarto grado o un affine fino al secondo grado; c) è costituita con capitale privato o misto; d) è stata istituita, acquisita o costituita mediante fusione per accorpamento con atto normativo statale o regionale, ovvero ai sensi delle disposizioni della legge 23 agosto 1988, n. 400, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, o dell’articolo 114 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; e) è costituita in forma cooperativa o consortile, compresa l’associazione temporanea di imprese come disciplinata dal codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. 3. Sussiste altresì un conflitto di interessi se i soggetti di cui al comma 1 ricoprono una carica di rappresentanza legale o di natura dirigenziale, gestionale, amministrativa, di controllo o di vigilanza in una società o impresa a capitale pubblico ovvero in una delle società o imprese indicate ai commi 1 o 2”.

DUE ANNI SENZA STIPENDIO MAGISTRATI NON ELETTI – “I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, esclusi quelli in servizio presso le giurisdizioni superiori, anche in caso di scioglimento anticipato della Camera dei deputati e di elezioni suppletive, non sono eleggibili se hanno svolto le loro funzioni in un periodo compreso nei sei mesi antecedenti alla data di accettazione della candidatura”. E’ quanto si legge in una delle proposte del pacchetto M5S sul conflitto di interessi, incompatibilità e ineleggibilità. Tali soggetti “non sono in ogni caso eleggibili se, all’atto dell’accettazione della candidatura, non si trovino in aspettativa non retribuita” e inoltre “i soggetti di cui al comma 1 che sono stati candidati e non sono stati eletti non possono esercitare le loro funzioni per un periodo di ventiquattro mesi, né percepire alcuna retribuzione ad esse relativa”. Infine, “i soggetti di cui al comma 1 che sono stati candidati e sono stati eletti non possono esercitare, dopo la cessazione dal mandato elettivo, le loro funzioni né percepire alcuna retribuzione ad esse relativa, per un periodo di cinque anni”.

SALVINI, “LA GENTE VUOLE MENO TASSE” -“Mi hanno detto che Di Maio vuole la legge sul conflitto di interessi” ha detto il vicepremier. “Va bene tutto, ma la gente mi chiede: riduceteci le tasse e eliminate gli studi di settore”.


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