Il ‘bestiario rosso’ di Salvini 

Pubblicato da in data 12 Maggio 2019

Il 'bestiario rosso' di Salvini

Pubblicato il: 13/05/2019 15:30

di Francesco Saita

Persa la pazienza Matteo Salvini passò dai bacioni e dal ‘pane e nutella per tutti’ al chiamare in soccorso mezzo zoo per sbeffeggiare chi va in piazza solo per contestarlo, per arrivare, ieri a Settimo torinese, a sbottare, minacciando lui stesso di arrabbiarsi “come una bestia” contro chi lo attacca in piazza.

A Catanzaro, venerdì pomeriggio, lo hanno sentito per la prima volta dare del ‘moscerini rossi’ a chi durante tutti i 25 minuti di comizio non aveva fatto mancare fischi e sberleffi. Ma tra plantigradi e insetti sono stati tirati in ballo, più volte, anche i panda, l’orso bruno, le zecche, e ora, appunto, i moscerini. Un linguaggio ‘animale’ che rende chiaro il livello di innalzamento del livello di scontro. Certo, solo verbale.

A Scandicci, promette “un museo per proteggere panda e comunisti, due specie in via di estinzione, simpatici entrambi, uno bianco e l’altro rosso”. Era il 5 maggio, ma già il 26 aprile da Caltanissetta il panda era stato evocato: “Uno che crede nel comunismo nel 2019 va abbracciato come un panda”, spiega il Capitano, rivolto a chi lo fischia dal fondo della piazza.

Stessa scena al cinema Partenio di Avellino, lo scorso 6 maggio. “Mando un affettuoso bacione ai dieci comunisti qua fuori che stanno rendendo questo lunedì più divertente”, dice il ministro dell’Interno. “Mi stanno simpatici: il comunista è come il panda, un esserino simpatico”. Meno ironici i suoi fan che sono quasi arrivati allo scontro con i contestatori, con alcuni che facevano addirittura il saluto romano. A Perugia, qualche giorno prima, spuntava anche un altro animale: “Voi comunisti ci state simpatici, siete una specie protetta come l’orso bruno”.

C’è nel ministro leghista tanta ironia, certo. Ma non solo: i toni ultimamente sono quelli dell’insofferenza. E dalle specie a rischio estinzione, come i panda si è, infatti, ormai arrivati a insetti – moscerini e zanzare – che hanno di sicuro meno estimatori.

Nel frattempo anche le zecche sono spesso chiamate in causa, con meno originalità, va detto, visto che dagli anni ’70 così vengono definiti in modo spregiativo i ‘compagni’ dai fascisti. A Modena, lo scorso 3 maggio, Salvini, fischiato, punta il dito contro “quattro zecche che fanno casino”.

Più duro era stato contro gli studenti dei collettivi bolognesi: “Sono zecche per le quali ci vuole l’insetticida, come per i topi ci vuole il topicida”. Si arriva, così, ai moscerini rossi a Catanzaro: “Sento delle zanzare – dice Salvini, mentre viene contestato – sento dei moscerini rossi, andate a trovare Oliviero che vi fate compagnia”.

Fino a poche settimane fa erano soprattutto ‘dolcezze’ condite di ironia. Si ricordano i ‘tanti bacioni ai compagni, lì in fondo’ a fine comizio, accompagnati dall’invito a mangiare ‘pane e nutella’. Così a Verona, lo scorso 30 marzo, mentre veniva contestato dal popolo arcobaleno, lui che era appena arrivato al Forum per le famiglie (tradizionali).

Consigli alimentari ne aveva dati anche prima. A Cagliari durante la vicenda del latte, proponeva a chi lo fischiava di “bere quello di pecora”, di recente, cosa degli ultimi giorni, propone invece l’uovo sbattuto (al posto delle canne). Ora il ministro dell’Interno non si limita più all’ironia (“se cantate bene ‘Bella ciao’ vi segnalo a ‘The Voice’ di Simona Ventura”), ora il linguaggio ha preso una svolta animalista, a modo suo.


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