“Terzo Valico per aprire Genova al mondo”  

Pubblicato da in data 14 Maggio 2019

Terzo Valico per aprire Genova al mondo

Il porto di Genova (Fotogramma)

Pubblicato il: 15/05/2019 14:24

“E’ importante accompagnare Genova nel processo di implementazione infrastrutturale, penso al Terzo Valico, che credo sia una componente fondamentale oggi non solo per la città ma per tutto il Paese. E’ importante che la forza della città venga accompagnata a livello centrale affinché si parta con un piano di sviluppo infrastrutturale che apra Genova al mondo”. Così all’Adnkronos Achille Onorato, Amministratore delegato del Gruppo Onorato Armatori, oggi a Genova a margine dell’incontro dal titolo: ‘I protagonisti della Blue Economy si raccontano: percorsi di sviluppo e nuove professioni dell’economia del mare’, in corso all’Istituto Nautico San Giorgio di Genova, nell’ambito del Blu Economy Summit.

Onorato ha risposto ai giornalisti sulle prospettive e i progetti futuri del gruppo che riguardano il “consolidare – ha detto – la nostra posizione sulle autostrade del mare, servire al meglio la città di Genova e il Nord Italia con il Sud del Paese e continuare il piano di sviluppo della flotta che abbiamo in cantiere, ovviamente ricordandoci del nostro impegno circa la salvaguardia dei posti di lavoro in Italia”.

“Genova – ha aggiunto parlando del rapporto con Genova, città chiave per la Blue economy nel Mediterraneo – ha la fortuna geografica di essere nel centro, di avere un cluster marittimo e portuale molto lungimirante che guarda anche sul lungo periodo, quindi ha un ruolo centrale sia per quanto riguarda nel nostro piccolo le Autostrade del mare sia, per il grosso, le Vie della Seta”.

Lo sviluppo del settore passa anche per l’urgenza dello sblocco delle infrastrutture a terra che possono cambiare il destino anche dei trasporti via mare. “Le Autostrade del mare si stanno velocemente implementando – ha sottolineato Onorato – abbiamo iniziato questo nuovo segmento di business 2 anni fa con navi da 1500 metri lineari di carico, siamo passati dopo 6 mesi a 2500, dopo altri 6 alle 3500 e oggi ci sono navi da 4100 metri lineari di carico. La richiesta c’è e i nostri clienti, che da semplici autotrasportatori stanno diventando delle complesse realtà logistiche, chiedono non solo la parte mare ma anche una più facile distribuzione a terra: è qui che arriva lo sblocco delle grandi opere per favorire questo”.


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