Xylella, allarme Efsa: “Non esiste ancora una cura”  

Pubblicato da in data 14 Maggio 2019

Xylella, allarme Efsa 'non esiste ancora una cura'

Pubblicato il: 15/05/2019 17:28

L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, lancia l’allarme sulla Xylella in Europa aggiornando la propria valutazione dei rischi per piante e colture, un flagello che ha colpito duramente gli ulivi pugliesi. Lo studio, diffuso oggi, fornisce spunti e conclusioni per il controllo dei focolai infettivi e per la prevenzione di una sua ulteriore diffusione nell’Ue ma mette in evidenza che al momento “non esiste ancora un modo conosciuto per eliminare il batterio da una pianta malata in reali condizioni di campo”, inoltre che le cosiddette “zone cuscinetto di dimensioni diverse per controllare un’area infetta abbia un’efficacia relativa”.

Il gruppo di esperti scientifici sulla salute dei vegetali si è avvalso di tecniche di modellazione computerizzata per simulare come la Xylella fastidiosa si diffonda su brevi e lunghe distanze in diverse condizioni. Lo studio ha evidenziato “l’importanza di mettere in atto misure di controllo, come quelle specificate dalla Commissione europea, per evitarne ulteriormente la diffusione e anche per eradicare i focolai già in atto”.

Le simulazioni al computer hanno poi evidenziato che, sebbene la maggior parte del territorio dell’Ue presenti tipologie climatiche simili a quelle in cui notoriamente il patogeno si presenta in altre parti del mondo, le aree maggiormente a rischio sono quelle nell’Europa meridionale e, come illustra una mappa, l’epidemia è esplosa in Puglia. Tuttavia la modellazione ha mostrato anche alcune variazioni a questa regola generale, a seconda della sottospecie in questione. Ad esempio ha suggerito che Xylella fastidiosa subsp. multiplex abbia un maggior potenziale di stabilirsi nel nord Europa rispetto alle altre sottospecie.

Le simulazioni hanno inoltre dimostrato l’importanza di controllare gli insetti noti come vettori del patogeno in Europa, quali la sputacchina media o Philaenus spumarius, e ridurre al minimo il tempo che intercorre tra l’individuazione e l’attuazione di misure di controllo quali la rimozione delle piante infette e l’istituzione di aree delimitate.

La valutazione contiene un’importante sezione sulle variazioni nella fase asintomatica, cioè il periodo che intercorre tra l’infezione e la manifestazione dei sintomi, nelle piante che possono fungere da ospiti di Xylella fastidiosa. Una revisione della letteratura scientifica e l’analisi dei dati hanno rivelato differenze significative nel periodo asintomatico per diverse combinazioni di ospite e sottospecie. Tali informazioni saranno di ausilio per l’elaborazione di programmi di sorveglianza su misura e per aiutare i gestori del rischio a decidere quando è sicuro porre fine alla delimitazione di un’area epidemica.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background