Famiglia: Rgs gela Di Maio, ‘no coperture per Fondo natalità’  

Pubblicato da in data 16 Maggio 2019

Famiglia: Rgs gela Di Maio, 'no coperture per Fondo natalità'

Pubblicato il: 17/05/2019 20:53

La Ragioneria generale dello Stato gela il ministro del Lavoro Luigi Di Maio: non ci sono le coperture per le misure in favore della famiglia promosse dal leader pentastellato. E’ quanto emerge dal parere della Rgs, che l’Adnkronos ha potuto visionare, sullo schema del provvedimento che istituisce un fondo per le politiche per la natalità da finanziare con i risparmi del reddito di cittadinanza.

In merito al progetto di decreto si rappresenta che “a prescindere dalle valutazioni di merito che si rimettono all’apprezzamento politico”, dal punto di vista “tecnico-contabile l’utilizzo delle risorse, una volta affluite nell’istituendo fondo, deve avvenire con pagamenti entro l’anno di competenza dell’originario stanziamento di bilancio, altrimenti se utilizzati in anni successivi comporterebbero nuovi e maggiori oneri in termini di fabbisogno e di indebitamento dello da compensare sui saldi di finanza pubblica”, si legge nel parere della Rgs.

La ragioneria mette in guardia anche verso l’entità dei risparmi in arrivo dal Reddito di cittadinanza, che saranno chiari solo a fine anno. Si segnala inoltre, si aggiunge, che “l’accertamento di eventuali, minori oneri, aventi carattere pluriennale, rispetto agli oneri originariamente previsti, potrà essere attivato solo all’approssimarsi della fine dell’anno, considerato che potrebbero pervenire ulteriori richieste da parte dei potenziali beneficiari del reddito, al momento non prevedibili atteso che l’acquisizione delle menzionate domande è iniziata solo da circa due mesi”.

Conseguentemente, scrive la Rgs, per la definizione della platea dei beneficiari e dei criteri di utilizzo delle risorse del Fondo per la famiglia “potrebbe delinearsi per l’anno corrente la situazione in cui non sussistano i tempi necessari per l’attribuzione delle risorse in parola al fondo nonché alle operazioni di impegno e pagamento effettivo delle medesime entro l’anno”. La tempistica inoltre “risulterebbe ulteriormente aggravata nel caso in cui le risorse del Fondo per il reddito di cittadinanza oggetto dei risparmi di spesa, siano già state versate da parte del ministero del Lavoro al conto di tesoreria centrale intestato all’Inps”, sottolinea la Ragioneria generale “con i medesimi effetti negativi sui conti pubblici in caso di utilizzo dei fondi negli anni successivi a quelli di iscrizione in bilancio”.


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