Pa, tutti i dati nel Cloud ma certificato  

Pubblicato da in data 16 Maggio 2019

Pa, tutti i dati nel Cloud ma certificato

Foto Aruba)

Pubblicato il: 17/05/2019 16:09

(di Andreana d’Aquino)

Sono miliardi e miliardi i dati anche sensibili appartenenti ai cittadini italiani che vengono prodotti e gestiti dalla nostra Pubblica amministrazione. Ma ora “la custodia delle nostre informazioni” dovrebbe diventare “decisamente più sicura”. Intervistato dall’Adnkronos, è Daniele Migliorini, responsabile Presale Cloud e Data Center di Aruba, a delineare il quadro. Nel 2018, evidenzia il manager, “il mercato del cloud pubblico in Italia ha raggiunto un valore di quasi 1,5 miliardi di euro, in crescita del 26,3% rispetto al 2017”. In Italia, inoltre, “il livello di adozione dei servizi Cloud nelle aziende nostrane con oltre 250 addetti è risultato superiore al 51%”, per questo, spiega Migliorini, “la disposizione di AgiD – che dal primo aprile obbliga la Pa a far migrare i dati solo su Cloud qualificati- punta a rendere ‘le nuvole’ come casseforti perchè non cambia la sicurezza dello strumento Cloud ma ciò che cambia è offrire alla Pubblica Amministrazione esclusivamente strumenti qualificati“.

Parlando nell’ambito del Forum Pa che si chiude oggi a Roma, il manager di Aruba sottolinea quindi che “l’affidabilità della conservazione e della gestione” di queste informazioni diventa così “garantita da solide linee guida e da precise qualificazioni dei Service Provider”. E come Aruba, assicura Migliorini, “siamo stati i primi a conquistare la qualificazione di AgiD tgra i provider italiani. Non ci siamo, insomma, fatti trovare impreparati dalla nuova disposizione” ed “i nostri Cloud sono come caveau”. Nel più grande Data Center d’Italia, a 30 minuti da Milano, a Ponte San Pietro, Aruba “conserva svariati Peta byte di informazioni, basti pensare che solo per la Pec contiamo oltre 6 milioni di caselle di posta certificata e 8,6 milioni le caselle e-mail ‘tradizionali’ per un totale di 15 milioni di caselle” riferisce Migliorini dando una veloce visione di quanti dati possiamo produrre con la nostra vita digitale.

La qualifica del Cloud rientra “in un disegno più ampio declinato nel nuovo Piano Triennale per l’informatica nella Pa 2019-2021” evidenzia l’Agenzia per l’Italia Digitale suol suo sito. AgiD, commenta Migliorini, “è stata chiarissima: la migrazione dei dati della Pa su Cloud qualificati è ormai obbligatoria ed anche i privati che devono erogare servizi alla Pubblica Amministrazione sono obbligati a rivolgersi soltanto ai Provider qualificati”. Insomma nel nostro Paese”inizia a trovare spazio il concetto di ‘cloud-first’ e alla Pa è richiesto un primo approccio obbligato ai servizi cloud. “L’obiettivo -conclude Migliorini- è ottenere un panorama più lineare, in cui la Pa utilizzi servizi e infrastrutture cloud che risultino omogenei ed i provider forniscano soluzioni cloud in linea con le caratteristiche organizzative, di sicurezza, di performance e di scalabilità, insieme all’interoperabilità, portabilità e conformità legislativa del momento”.


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