Presentano libro Altaforte, campane suonano ‘a morto’  

Pubblicato da in data 17 Maggio 2019

Presentano libro Altaforte, campane suonano 'a morto'

L’editore di Altaforte, Francesco Polacchi (AdnKronos)

Pubblicato il: 18/05/2019 20:44

Da una parte, la presentazione del libro ‘La morte della Repubblica’ dell’editore Altaforte, alla Mediateca Regionale Ligure Sergio Fregoso della Spezia. Dall’altra parte, le campane della chiesa di Nostra Signora della Salute, in piazza Brin, che suonano ‘a morto’. E’ successo oggi nel capoluogo spezzino, dove da giorni proseguono le polemiche sulla decisione di ospitare la presentazione del libro, edito dalla casa editrice esclusa dal Salone del Libro di Torino per la vicinanza con CasaPound.

Mentre la contromanifestazione antifascista ha visto scendere in piazza circa 500 persone tra mondo della sinistra e società civile del territorio, sono partiti i rintocchi dalla chiesa attigua, la parrocchia di don Francesco Vannini. Un gesto simbolico, come spiegato dallo stesso sacerdote, partito da una chiesa che non solo ha accolto durante la guerra partigiani, soldati inglesi e persone in difficoltà ma anche dov’è conservata la memoria del parroco di allora, che nel 1944 fu arrestato e torturato per la sua opposizione al fascismo.

“Don Francesco è un parroco profondamente radicato nella comunità di piazza Brin, in prima linea per aiutare i più deboli, vicino alle persone e che nella sua parrocchia ha dato vita a gesti di solidarietà in un quartiere che vive da vicino l’accoglienza dei migranti e il tema dell’integrazione”. A raccontarlo all’Adnkronos è la deputata spezzina del Partito Democratico Raffaella Paita che oggi pomeriggio era in piazza nella sua città, durante la manifestazione.

“E’ gravissimo – aggiunge riguardo alla polemica sulla possibilità di ospitare la presentazione – il fatto di aver consentito lo svolgimento di questa iniziativa ma gesto ulteriormente incredibile è averla spostata da una zona della città ad un’altra, come se in piazza Brin non ci fossero antifascisti. Chi conosce la città e la sua storia sa benissimo che l’adesione ai valori dell’antifascismo è un unicum in tutta La Spezia e la sua provincia. Nel gesto di don Francesco credo ci sia tutta la consapevolezza dei valori che animano gli spezzini e di chi ha visto colpiti i principi e i valori della città”.

“La Chiesa – aggiunge Paita – è un argine e una certezza nel cercare di chiedere a gran voce di restare umani e continua a essere punto di riferimento”. Poi sul consenso del sindaco della città, Pierluigi Peracchini, ad ospitare la presentazione del libro edito da Altaforte nonostante le polemiche, Paita aggiunge: “Da un sindaco che ha partecipato alla fiaccolata del 24 aprile, la più importante per i valori della Resistenza, che ha tenuto l’orazione ufficiale, ti aspetti che sia coerente. Invece ha voluto recitare una parte e poi ha tradito la comunità con questa autorizzazione. Un gesto inquietante, per cui ha pagato un prezzo durissimo in termini di fiducia”.


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