Case popolari, piano da 100 milioni  

Pubblicato da in data 19 Maggio 2019

Casa, 100 mln per emergenza

Pubblicato il: 20/05/2019 12:58

In Lombardia riaprono i cantieri e si parte dall’edilizia pubblica e sociale. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e il governatore, Attilio Fontana, hanno firmato un accordo di programma da oltre 100 milioni di euro di risorse pubbliche (80 mln statali e 20 mln regionali) da destinare a varie tipologie di interventi per l’emergenza abitativa. Il grosso delle risorse, 48,2 milioni di euro, andrà a ridipingere i quartieri delle case popolari del Comune di Milano, tra recupero, riqualificazione e “rigenerazione urbana”.

Lo stesso toccherà ad altri alloggi di edilizia residenziale pubblica in quei Comuni lombardi dove spiccano le case sfitte: per questo intervento sono stati stanziati 30 milioni e si stima possa riguardare 4mila residenze in tutta la Lombardia. Circa 23 milioni di euro, invece, andranno alla realizzazione di una “nuova edilizia residenziale sociale”, con recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato sfitto o invenduto.

“Per noi sono centrali le famiglie in difficoltà, che non possono accedere a un mutuo e sperano di poter avere dallo Stato un aiuto concreto”, afferma Toninelli. “Io spero che questo modello pilota possa essere copiato da tante altre regioni, anche pensando ai tanti imprenditori che potrebbero lavorare in questi cantieri”. I tempi di attuazioni sono molto rapidi perché le risorse sono vincolate all’impegno a chiudere entro un determinato periodo.

Entro sei mesi dal decreto del presidente della giunta regionale, infatti, saranno avviate le procedure per la selezione delle proposte di finanziamento. E gli interventi ammessi a finanziamento dovranno terminare entro i successivi 28 mesi per i lavori di minore entità e entro 60 mesi (5 anni) per quelli più complessi.

“Questo è il modo giusto e corretto di fare politica: sia di stimolo a tutti”, osserva ancora Toninelli. Per la Lombardia, “questa collaborazione proficua con il ministero è la norma e Toninelli è stato di parola. Bisognava recuperare un numero cospicuo di immobili inutilizzati, in modo vergognoso”, conclude Fontana.


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