Brexit, si dimette la ministra Leadsom  

Pubblicato da in data 21 Maggio 2019

May sempre più sola

(Afp)

Pubblicato il: 22/05/2019 18:03

La premier britannica Theresa May non si dimetterà stasera. Lo ha ribadito una fonte di Downing Street, citata dal Sun, rispondendo alle voci di imminenti dimissioni, rimbalzate tra i media britannici. Intanto, secondo il Guardian, sono almeno 4 i ministri (Sajid Javid, Jeremy Hunt, David Mundell e Penny Mordaunt) che hanno manifestato una netta opposizione all’accordo prospettato da May.

La May è sempre più isolata all’interno del governo e del partito conservatore. L’apertura della premier a un secondo referendum sulla Brexit ha avuto effetti dirompenti nell’ambito dell’esecutivo e dei Tory. Stamattina i ministri legati all’ala euroscettica, compresi Michael Gove e Andrea Leadsom, si sono riuniti e hanno definito una linea che non prevede la presentazione, alla Camera dei Comuni, dell’attuale versione della legge destinata a definire la Brexit.

A minacciare la leadership di May contribuirebbe anche il meeting che il ‘1922 Committee’, il Comitato del Partito conservatore del quale fanno parte tutti i deputati senza incarichi governativi, dovrebbe tenere in serata. I parlamentari potrebbero valutare la modifiche delle norme per consentire un immediato voto di fiducia.

Da Downing Street, intanto, un portavoce getta acqua sul fuoco e descrive una situazione sostanzialmente lineare. “Il primo ministro è concentrato sul proprio incarico, le ultime 24 ore hanno dimostrato che l’impegno è notevole“, ha detto il portavoce rispondendo a domande sull’ipotesi di dimissioni immediate della premier. May, ha aggiunto, secondo i programmi incontrerà il presidente del 1922 Comittee, per definire i passaggi che porteranno al previsto avvicendamento ai vertici del partito.

Sale la rivolta fra i Brexiteer del partito. L’ex ministro degli Esteri Boris Johnson, che si candida alla sua successione, ha già detto che voterà contro l’accordo di ritiro. “Il compromesso, particolarmente la promessa di una unione doganale post Brexit con l’Ue e una nota parlamentare sulla tenuta di un secondo referendum sulla Brexit, vanno contro il manifesto conservatore- ha twittato – Possiamo e dobbiamo fare meglio per realizzare quanto votato dagli elettori”. Altrettanto negativo è il giudizio dell’ultraconservatore Jacob Rees Mogg. “Le ultime proposte del primo ministro sono peggiori di prima e ci lascerebbero profondamente legati all’Ue”, ha tuonato su Twitter. La May ha superato un voto di sfiducia interno al suo partito in dicembre e secondo le regole in vigore questo la mette a riparo fino alla fine dell’anno. Ma in serata è previsto un incontro del Comitato 1922 che riunisce i deputati Tory, con l’obiettivo di discutere se cambiare il regolamento e permettere un nuovo voto di sfiducia in tempi brevi. Secondo la Bbc, non è buon segno che, mentre la premier interveniva in aula, c’è stata una riunione del cosiddetto ‘pizza club’ che riunisce i Brexiter del governo.


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